lunedì 19 dicembre 2016

ARCHIVIATA LA COLATA, COSA RESTA DI TUTTO CIO' ?

E' dei giorni scorsi la notizia della richiesta dell'archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Bologna, delle imputazioni a carico dei soggetti che avevano riempito i fascicoli della c.d. "colata" ossia il maxiprogetto edilizio di Idice, fermato dal sindaco Conti ormai due anni orsono. I giornali ne hanno parlato meno, ma era stata aperta anche un'inchiesta bis che coinvolgeva diversi esponenti delle passate amministrazioni, tra cui l'ex sindaco Macciantelli e il suo ex assessore all'urbanistica Schippa. Anche di quell'inchiesta pare sia stata chiesta l'archiviazione, per via della imminente prescrizione (i fatti erano risalenti al periodo 2007-2012).
Isabella Conti ha reagito stizzita alla notizia, con frasi anche particolarmente dure del tipo "si devono vergognare" (gli indagati), "noi siamo il bene " (contrapposti agli indagati che evidentemente, par di capire, fossero il male) . 
E' la reazione di chi era invece convinto che l'inchiesta , o le inchieste, sarebbero dovute andare avanti, nell'interesse pubblico e della giustizia. La reazione di chi, molto probabilmente, non aveva capito, o voluto capire, qual era la posta in gioco. 
Non staremo qui a ripercorrere per filo e per segno tutta la (o le) vicenda/e. Faremo solo alcune riflessioni .
Isabella Conti ha seduto per 10 anni sullo scranno di consigliere comunale e per un anno e mezzo è stata anche assessore al bilancio: non si era mai accorta prima di tutto il groviglio di interessi, peraltro descritto dagli stessi magistrati nella richiesta di archiviazione? Presentare un esposto concentrato su presunte minacce non è stata forse la cosa più saggia: l'inchiesta era stata costruita attorno alla fattispecie di reato molto discutibile della "minaccia a corpo politico, amministrativo o giudiziario dello Stato". Le minacce, scrivono i PM, non ci sono state, ed è plausibile che sia andata così. Era infatti ben altro il "succo". Parte di questo "succo" emerge proprio dalle stesse parole dei pm, che parlano di condotte "pressorie" tese a soddisfare interessi privati a scapito di quelli pubblici, che però non costituivano un reato perché non organizzate.
Strano che il clima descritto dai PM sia stato sempre ignorato dalla Conti nei tanti anni in cui ella ha seduto sui banchi da consigliere comunale.
L'inchiesta aveva un antecedente, di cui i PM hanno mostrato di non tener conto, probabilmente perché formulato malamente e col solo scopo di procurarsi visibilità politica: stiamo parlando dell'esposto presentato da Massimo Bertuzzi della lista civica Noi Cittadini sulla compravendita dei terreni che da agricoli sono poi divenuti edificabili. Tutto ciò è stato spazzato via dalla Procura.
Restava una possibilità, di far luce su tante vicende legate all'urbanistica locale, da anni oggetto di inchieste giudiziarie che, anche se concluse con l'archiviazione, hanno portato a sentenze in cui un GIP (nel 2006) riconobbe la piena esistenza di abusi, nella vicenda delle "case gialle" (di cui si parla ampiamente nel libro di Antonio Amorosi Coop Connection ).
Questa possibilità era quella di una commissione d'inchiesta comunale, strumento previsto da tutti i regolamenti comunali, che facesse luce da un punto di vista amministrativo e politico su tante torbide vicende (Case gialle ,Cipea , Villa Cicogna , Ca' Ricchi etc .) che hanno caratterizzato il nsotro territorio. 
La commissione d'inchiesta era stata chiesta da Forza Italia con una mozione ufficiale nel febbraio 2015 . Basta cercare nel sito del Comune e si ascolterà il surreale dibattito che ha visto il voto contrario , con parole vergognose , sia dell'intero gruppo PD ( Sindaca compresa ) e anche di Noi Cittadini. L'intervento di Bertuzzi e' stato, se si vuole, ancora peggio di quello del PD: egli, che ben conosce tante di quelle vicende, ha avuto il coraggio di derubricare le vicende delle "case gialle", che tanta sofferenza e ingiustizia hanno causato verso famiglie e onesti pubblici ufficiali, a "abusi edilizi" (sic) . La Commissione d'inchiesta fu così bocciata. Sarebbe stato l'occasione per fare luce su tante cose e per tenere distinti il piano amministrativo da quello penale, ora che i pubblici ministeri hanno chiesto l'archiviazione di tutte le indagini. Invece ora si chiude tutto con un triste sipario, che tra le altre cose - ma non ne saremmo così dispiaciuti - potrebbe rappresentare la pietra tombale anche per la carriera politica della stessa sindaca. Forse sarebbe il caso che l'Avv. Conti chiedesse scusa ai cittadini per le tante vicende del passato su cui ella non ha voluto metter mano, e anche per aver gestito una vicenda così delicata come la "colata" nel modo che si è visto.
Un'ultima cosa sulle dichiarazioni del sig. Bertuzzi, che nel frattempo si è guadagnato la poltrona da assessore, cui mirava da ormai una ventina d'anni e che lo ha visto cavalcare ogni onda per poi fare il salto della quaglia al momento opportuno. Egli sulla sua pagina facebook a proposito della richiesta di archiviazione scrive: 

che si vada o meno verso l'archiviazione poco importa, il problema non è se ci siano state condotte penalmente perseguibili ma se queste condotte possono o meno essere considerate opportune, se queste condotte possono essere considerate normali azioni di lobbing, se queste condotte possono essere accettate dalla politica:
Il problema è capire se i partiti sono in grado di tornare a riappropriarsi del ruolo di proporre politiche finalizzate alla gestione della cosa pubblica e al miglioramento del bene comune e non di quello della propria parte.
 Vorremmo che il neo assessore ai Rifiuti ci rispondesse : perché, se è importante vigilare sulle condotte della politica anche quando non costituiscono reato, Lei si è opposto alla commissione d'inchiesta sull'urbanistica degli ultimi anni?
Ieri l'on. Giachetti all'assemblea PD parlava, a proposito di alcuni suoi colleghi , di " facce come il c...o " . Ecco, probabilmente Giachetti avrebbe usato la stessa espressione anche in questo frangente.

giovedì 10 novembre 2016

COOP CONNECTION E IL CASO SAN LAZZARO. LA BEFFA DEL LAZZARINO D'ORO ALLA CONTI

Il libro di Antonio Amorosi "Coop Connection", per settimane ai vertici delle classifiche dei libri più venduti, oltre a mostrare uno spaccato inquietante del mondo cooperativo come forse molti di noi non se l'erano mai immaginato, dedica un intero capitolo alla nostra città. Sono vicende che in questo blog abbiamo raccontato molto nello specifico e già da diversi anni, e anche per questo siamo stati oggetto di pubbliche fatwe e di tentativi grossolani di censura da parte di ex amministratori locali ora caduti in disgrazia e che ora risultano indagati nell'ambito delle inchieste scaturite dalla revoca del POC di Idice (la "colata"). Il tempo tuttavia, in alcuni casi, è galantuomo. Quei politicanti (di vari schieramenti peraltro: per molto tempo in questa città si è registrato un imbarazzante connubio tra maggioranza e opposizione sui temi dell'urbanistica, tanto che al PD non era sgradita la presenza come vicepresidente della commissione urbanistica un architetto, già consigliere comunale presunto oppositore, poi risultato a sua volta indagato in altra pesante vicenda, quella degli alloggi di via Galletta appaltati al consorzio Cipea e di cui pure abbiamo a lungo parlato) sono ora caduti nel dimenticatoio, se non della giustizia, sicuramente della popolazione. 
Ma il libro di Amorosi e in particolare il capitolo su San Lazzaro aiutano a rinfrescare la memoria e per questo invitiamo tutti i nostri lettori, a prescindere dalle loro idee politiche, a farsi un'idea migliore di quello che per anni è stato l'intreccio che ha coinvolto poteri pubblici e privati di vario tipo, interessi, legami nascosti e palesi nella nostra città. Il quadro che viene tratteggiato dell'attuale sindaca, Isabella Conti, non è dei migliori. Ciascuno si faccia la propria idea, ma i fatti sono come macigni. E come macigni sono caduti sulla vita di un poliziotto integerrimo che ha catturato boss della criminalità organizzata nel nostro territorio, ma che ha avuto la propria esistenza e quella dei propri familiari rovinata e avvelenata dagli intrecci che vengono ben descritti nel libro di Amorosi. Poco tempo fa il comitato cittadino responsabile dell'assegnazione del Lazzarino d'oro, pur a fronte di una richiesta ufficiale proveniente da Forza Italia di assegnarlo al poliziotto in questione, ha preferito assegnarlo a Isabella Conti. Che dire...il Comune ha deciso di premiare se stesso. Giudicate voi. Buona lettura.

giovedì 31 marzo 2016

LA MORTE DI ARNALDO VANNELLI

La scorsa notte si è spento Arnaldo Vannelli. E' stato consigliere comunale di una lista civica a San Lazzaro, che aveva per nome "La città che vorremmo". Fu anche promotore del Comitato Ambiente San Lazzaro per l'apertura di un pronto soccorso al Bellaria. Battaglie spesso inascoltate. Si distinse sempre dai trasformismi che hanno caratterizzato la politica locale e che non hanno risparmiato nemmeno i "civici" dell'ultima ora. Vannelli civico lo è sempre stato. A lui, che già abbiamo avuto occasione di ricordare in questo articolo di appena due anni fa, vogliamo dedicare anche un altro articolo tratto dall'archivio di Repubblica, in cui Vannelli spiegava i problemi di via Caselle http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/02/14/via-caselle-senza-pace-la-giunta-ha.html
Seguiranno, ne siamo certi, le lacrime di coccodrillo di tutti, a partire dal Sindaco, passando per il PD che lo ha sempre osteggiato, fino ai "civici" nostrani, ormai dichiaratisi ufficialmente "stampella" della maggioranza. Siccome certe ostentazioni di ipocrisia non ci sono mai piaciute, preferiamo tacere ed esprimere le nostre più sincere condoglianze alla famiglia.

giovedì 30 luglio 2015

UN ANNO DELLA NUOVA GIUNTA. IL TRASFORMISMO IMPERA

All'incirca un anno fa davamo conto in questo articolo della nuova situazione in cui si trovava e si trova la nostra città all'indomani del voto amministrativo. Luci ed ombre, come in ogni luogo dove uno stesso blocco politico e partitico domina incontrastato da 70 (settanta!) anni. Con un misto di speranza e di diffidenza, non dovuta però a pregiudizio ma alla conoscenza dei fatti accaduti in questo luogo negli ultimi venti anni, ci apprestavamo a esaminare il nuovo mandato amministrativo del neosindaco Isabella Conti. Da allora sembra passato un secolo. Ma senza che sia cambiato sostanzialmente niente. Sembra passato molto tempo perché sono successi tanti fatti di cui come sempre abbiamo cercato di fornire una lettura che andasse oltre alla solita vulgata della carta stampata locale, di cui ben si conoscono gli intrecci e i limiti. Ebbene, dopo un anno possiamo tristemente e sconsolatamente affermare che il "fenomeno Conti" altro non è che non un fuoco di paglia sapientemente organizzato dallo stesso primo cittadino assieme ad una parte del suo partito. Tutta la vicenda della "colata" di Idice, a fronte dei numerosissimi fatti e misfatti denunciati su questo blog e nelle carte documentatissime oggetto di indagini e di inchieste giudiziarie, nonché di dettagliatissime interrogazioni parlamentari, appare quasi una ridicolaggine, e tanto più suona offensiva verso le vittime di quei fatti che in piena solitudine furono segnalati e denunciati da onesti pubblici ufficiali, lasciati soli, abbandonati e perfino perseguitati come mai si era visto prima. Di tutti quei fatti (case gialle, Cipea, Ca' Ricchi ecc.) non si è più parlato e non si deve più parlare. Essi offuscano l'immagine di colei che si è costruita l'immagine di "paladina della legalità", laddove per dieci anni ha seduto in consiglio comunale e ha votato ogni provvedimento che ha riguardato quelle vicende poc'anzi citate. E l'ultimo anno e mezzo come assessore al Bilancio. In tutte quelle occasioni non la si è mai sentita aprir bocca per denunciare il sistematico scempio di legalità (quello, sì) che attraversava il nostro territorio, le scorribande di predoni del diritto e della legalità uniti in combutta per saccheggiare quanto ancora era rimasto di buono in questa città. Non la si è sentita aprir bocca quando l'ex consigliere della Lega e poi del Pdl Giampiero Bagni aveva presentato (era il 2011) un Odg in consiglio comunale che impegnava la Giunta ad annullare le convenzioni urbanistiche da cui erano scaturite le vicende delle "case gialle" e dell'azzonamento n. 9, Odg respinto con sdegno da un Pd che nelle occasioni importanti mostrava, come ha sempre mostrato, il suo vero volto di garante dello status quo. Non la si è sentita nominare mai nessuna di queste vicende quando è diventata sindaco e ha cominciato, grazie all'enorme visibilità mediatica procuratasi con la vicenda della "colata", a pontificare nelle scuole superiori di Bologna e provincia quale improvvisata "esperta di antimafia". Mentre integerrimi pubblici ufficiali per mesi e anni conducevano delicatissime inchieste sul territorio e procedevano agli arresti di boss della criminalità organizzata, a rischio della propria incolumità e dei loro uomini, costei ignorava che una nota agenzia immobiliare aveva una filiale in mano alla 'ndrangheta proprio a San Lazzaro. Ma si sa, una visita di don Ciotti val più come patente di professionista dell'antimafia che non mille arresti di boss mafiosi. Una volta diventata sindaco, non la si è vista costituire il Comune quale parte civile nel troncone processuale della vicenda Cipea che vede imputato Aldo Noacco, già vicepresidente della commissione urbanistica come "indipendente nel Pdl", architetto rimasto oppositore sempre molto morbido verso il Pd sulle vicende urbanistiche e poi cacciato da Forza Italia al momento della formazione delle liste. 
Forza Italia che aveva proposto una commissione d'inchiesta sulle vicende urbanistiche degli ultimi 15 anni che vedono come protagonisti anche personaggi che ora sono completamente inzerbinati alla Conti ma che nominalmente stanno all'opposizione, ossia la lista Noi Cittadini, sui cui questo blog ha ampiamente scritto attirandosi le ire di qualche povero sprovveduto che forse in buona fede non si è accorto che la lista che aveva votato per fare opposizione al PD, di fatto ora ci governa assieme (da ultimo hanno votato il bilancio della Giunta, mentre FI e 5 Stelle hanno votato contro). Commissione d'inchiesta, si diceva, proposta da FI e bocciata all'unisono guarda caso dal Pd (sindaco in testa) e da Noi Cittadini, e che ha visto l'astensione dei 5 Stelle, a dimostrazione che abbaiare e strombazzare la propria onestà non serve a nulla, se non a far la figura dell'utile idiota, se non ci si documenta a dovere su quanto accade ed è accaduto sul territorio che si pretende di cambiare.
Non stupisce il voto contrario di Noi Cittadini. Oltre alla chiara aspirazione di un posto in giunta da parte dell'ex assessore all'ambiente con Bacchiocchi (sotto la cui giunta cominciò il primo vero scempio urbanistico mediante la cementificazione del quadrante nord, con il già citato azzonamento n. 9), è emersa l'esistenza di una "ecocasa" costruita da un attivista di quella lista civica, costruzione colpita da due ordinanze (una di non eseguire l'opera e l'altra di demolizione) durante il mandato Macciantelli e mai fatte eseguire dal sindaco Conti (la paladina della legalità). Su questa vicenda ha presentato in consiglio comunale una interrogazione il giovane consigliere di FI Francesco Rossi per sapere come mai il Comune non abbia ancora dato esecuzione a quelle ordinanze. La risposta della sindaca, alquanto imbarazzata, è stata che siccome il cittadino (attivista della lista civica e sempre prodigo di lodi verso la sindaca, sui social network) ha presentato ricorso alla giustizia amministrativa, l'Amministrazione intende aspettare l'esito della controversia. Insomma potrebbero passare ancora anni e anni (un po' come coi nomadi abusivi). In tantissimi altri casi però, nota il giovane Rossi sul suo blog, il Comune non esita ad avviare la macchina esecutiva mediante iscrizione a ruolo o esecuzione coattiva contro cittadini che ricorrono contro suoi atti amministrativi....e mai si tratterebbe di intere case costruite in violazione di ordinanze comunali. (La vicenda peraltro avrebbe anche risvolti, non confermati, di minacce al giovane consigliere che aveva presentato una seconda interrogazione, poi frettolosamente ritirata. Non sappiamo cosa sia successo ma se ciò fosse vero, sarebbe veramente un fatto intollerabile e proprio in un luogo dove ormai si celebra la legalità in ogni dove ciò suonerebbe ancor più beffardo. Ci auguriamo che non si creino nuove sacche di illegalità dovute a interessi personali e connivenze politiche).
Il sindaco attuale avrebbe impresso una svolta anche sulla vicenda dei campi nomadi abusivi, di cui all'epoca si è scritto più volte. La sentenza del Consiglio di Stato che dichiarava lo sgombero legittimo è stata fatta eseguire, quantomeno nella sua prima parte che prevede l'acquisizione dei campi (alla Pulce) da parte del Comune. I sinti ivi residenti sarebbero insorti e avrebbero minacciato il sindaco e i tecnici del Comune, almeno così riferiva il Carlino. Bene. Peccato che sulla stampa la Conti lasci parlare l'assessore Archetti, da lei fortemente voluto in giunta, il quale è stato per 10 anni nelle giunte di Macciantelli, ossia colui che fu il primo a non dare esecuzione alle sentenze di TAR e Consiglio di Stato contro i nomadi, pervenendo ad un accordo con questi ultimi (come aveva fatto anche al campo abusivo di Colunga). La Conti non si è mai accorta di ciò? Ora Archetti dice che "la legalità va ripristinata"....lo ha detto davvero, non siamo a Zelig purtroppo. Detto da colui che è stato per anni vicesindaco e assieme a Macciantelli sapeva bene la situazione di quei campi, fa sinceramente ridere e anche tanto. Fa meno ridere il fatto che su quei terreni i nomadi abbiano avuto allacciamenti e utenze dal comune, a spese della collettività, e non abbiano pagato alcuna tassa (Ici, Imu, Imu agricola, Tasi ecc.). Tutto ciò ha un nome: danno erariale. Ci auguriamo che la Corte dei Conti intervenga presto. E' molto, troppo comodo lasciare che per anni permangano situazioni di totale illegalità con l'acquiescenza dei poteri pubblici, per poi parlare di "ripristino della legalità". Specialmente è risibile se a dirlo è un assessore alla "legalità", assieme a un primo cittadino che pare aver vissuto per 10 anni su Marte (salvo settimanalmente presenziare ai consigli comunali e per un anno e mezzo essere assessore a propria insaputa) e che ora è assurta al ruolo di paladina della legalità.

giovedì 25 giugno 2015

INCHIESTA CIPEA, NUOVO COLPO DI SCENA

Le agenzie di stampa hanno pubblicato delle nuove rivelazioni nell'inchiesta sul cantiere Cipea (di cui a lungo si è parlato anche su questo blog) in edilizia convenzionata di via Galletta (fraz. Mura San Carlo), già oggetto di sequestro da parte della Squadra Mobile di Bologna e che vede imputati in procedimenti paralleli il presidente di Cipea Holding Gianluca Muratori, il presidente della società Idroter Cavicchioli, l'ex sottufficiale della GDF Cucinotta e l'architetto Aldo Noacco, direttore del cantiere in questione, ex consigliere indipendente nel Pdl e non ricandidato nelle liste di Forza Italia allo amministrative dello scorso anno per via del suo atteggiamento di opposizione molto accondiscendente verso la maggioranza, specie in materia urbanistica. Il Comune di San Lazzaro si è costituito parte civile nel giudizio contro Muratori, ma non in quello contro Aldo Noacco (ne riferì il periodico locale vivere a San Lazzaro diretto da Gianni Marchesini). Il Sindaco di San Lazzaro, Isabella Conti, unitamente al suo predecessore Macciantelli, non hanno mai spiegato il perché di questa scelta differente. L'ex parlamentare Fli Enzo Raisi aveva presentato ben due interpellanze su questa vicenda, già riportate QUI.

Ecco il testo delle agenzie:

NO DEGLI IMPUTATI ACCUSA: "MI AVEVA PROMESSO AIUTO, HO TACIUTO" (DIRE) Bologna, 25 giu. - Colpo di scena al processo per truffa e induzione indebita a dare o promettere utilita' (l'ex concussione) per gli alloggi di via Galletta a San Lazzaro, dove secondo le indagini della Squadra mobile e della Procura furono commessi diversi reati relativi alla vendita di appartamenti che essendo in edilizia convenzionata andavano assegnati con criteri ben precisi che non sempre sarebbero stati rispettati. Il colpo di scena, andato in scena alla scorsa udienza del 14 maggio, e' stata la testimonianza di Lorenzo Cavicchioli, imputato in quanto allora procuratore speciale di Cipea; a lui era affidata la vendita degli alloggi (e in alcuni casi chiese somme in nero in aggiunta al prezzo previsto dalla convenzione).     Ebbene, Cavicchioli ha puntato il dito contro Muratori, spiegando in aula che da presidente di Cipea sapeva tutto e che la richiesta di somme in nero (500 euro a metro quadrato) era "concordata" con lui fin dall'inizio. Cavicchioli, fu cacciato dal Cipea dopo l'esplosione del caso e sostituito; in aula ha anche aggiunto di essere stato "omertoso" e reticente, durante i due interrogatori svolti davanti al pm Rossella Poggioli nel corso delle indagini, perche' gli era stato chiesto di addossarsi la responsabilita' del 'pasticcio' e promesso non solo la difesa legale ma anche "un futuro". Oggi pomeriggio alle 14 e' fissata  la nuova udienza in cui Cavicchioli verra' contro-interrogato dalle difese degli altri imputati, a partire da Luigi Stortoni legale di Muratori. Nella scorsa udienza, infatti, ha risposto solamente alle domande del suo avvocato e del pm. "C'e' solo una persona con cui puoi concordare queste cose in Cipea, si chiama Muratori Gianluca", ha detto Cavicchioli rispondendo al pm sulla richiesta dei soldi in nero, come si legge nei verbali dell'udienza di quel girono. Le somme aggiuntive in nero, ha spiegato Cavicchioli, vennero chieste per i nove appartamenti da vendere fuori dalla graduatoria del Comune di San Lazzaro.
L'indagine ha appurato che lui chiese 46.000 euro in nero ad uno degli acquirenti e Cavicchioli durante l'indagine ha ammesso l'accusa (anche perche' le prove erano schiaccianti). Ma non aveva detto quanto ha poi riferito in aula. Davanti ai pm "feci il minimo sindacale di ammissioni, diciamo, per non inguaiare piu' di tanto", ha risposto a Poggioli, spiegando che il suo comportamento fu improntato a "dire il minimo possibile". E questo perche' "mi fu chiesto di accollarmi la responsabilita'- ha affermato- a fronte del fatto che il Cipea mi avrebbe garantito la difesa legale e, diciamo, mi fece capire, un futuro".
   Di fronte alla revoca della sua procura speciale, ha detto Cavicchioli, "io non e' che avessi molto potere negoziale, ne presi atto". In una riunione che si tenne in Cipea il 16 dicembre 2009 (convocata in fretta e furia dopo che al consorzio arrivo' una lettera anonima che segnalava le richieste di somme in nero), gli venne chiesto appunto di prendersi la colpa ma anche di "far sparire le tracce sul computer". Poi la revoca della procura speciale, ma anche le promesse. Nel corso delle indagini, quindi, "non ammisi tutta la vicenda davanti ai pm ma feci solo parziali ammissioni", ha aggiunto Cavicchioli, a maggior ragione perche' lui e la sua famiglia (il padre era il titolare dell'impresa edile Idroter) erano "esposti per una cifra molto, molto elevata nei confronti di Cipea", sia per gli alloggi di via Galletta che per altri appalti.(SEGUE)   (Pir/ Dire) 11:30 25-06-15

(DIRE) Bologna, 25 giu. - Cavicchioli ha spiegato di aver cominciato a "prendere le distanze" quando, durante le indagini, si tento' di scaricare la colpa su di lui anche per quanto riguarda la vicenda del finanziere Salvatore Cucinotta (imputato insieme alla moglie per l'assegnazione di un alloggio), con un'accusa di tentata corruzione. Lui di quella vicenda, ha ribadito in aula, non ha mai saputo nulla, si e' limitato ad "assecondare" le richieste di varianti edilizie in quell'appartmento perche' "cosi' mi era stato chiesto dal Cipea".
   Le richieste di denaro in nero (che riguardavano solo i nove appartamenti fuori graduatoria, che si potevano vendere a tutti) vennero "concordate" con Muratori nel 2008, ha detto sempre Cavicchioli, ancor prima che il cantiere prendesse piede e prima che la crisi economica inceppasse la vendita degli alloggi. Cosa dovesse essere fatto di quei soldi, ha spiegato Cavicchioli, non era stato pattuito. "Io ero in stand by, ero in attesa di istruzioni", ha spiegato l'ex procuratore. "Tenni costantemente informato e aggiornato Cipea Holding di tutto quello che facevo, quindi compresa la richiesta e la dazione delle somme in nero da parte di Paolo Anderlini". Il suo tramite fu direttamente Muratori ("fino al 2008 i nostri rapporti erano costanti), poi Nicola Comastri (anch'esso imputato). Con Muratori, c'era stata una "collaborazione pluriennale" e "fino ad allora reciproco rispetto". Cavicchioli ha anche riferito di un incontro, avvenuto nell'estate del 2010 nella casa di Muratori a Milano Marittima, in cui il presidente di Cipea diede l'ok a Cavicchioli e a suo padre affinche' Idroter portasse a termine il cantiere Di via Galletta, nonostate il clamore. Oggi la 'palla' passa alla difesa di Muratori e degli altri imputati, che dovranno controinterrogarlo.
  (Pir/ Dire) 11:30 25-06-15  

sabato 7 febbraio 2015

EMERGENZA NEVE, IL COMUNICATO DI FORZA ITALIA

Il partito dei berlusconiani sanlazzaresi ha diffuso un comunicato in merito all'emergenza neve. Lo pubblichiamo integralmente.

Visti i molteplici disagi manifestatisi nella scorsa notte e nella mattinata di oggi non si può non registrare un chiaro e puro fallimento del Piano Neve gestito ed organizzato dall’amministrazione Sanlazzarese. L’intempestività degli interventi operati dal comune solo nella mattinata di oggi non sono stati sufficienti a contenere il numero non esiguo di disagi creatisi in seguito all’abbondante nevicata: gli spazzaneve sono stati sicuramente messi in funzione troppo tardi, e comunque soltanto in alcune grandi arterie, e solo nelle prime ore del pomeriggio la situazione complicata nel centro cittadino è stata parzialmente risolta. La via Emilia, arteria fondamentale per la nostra città, a causa della lastra di ghiaccio e neve formatasi presto stamattina ha creato difficoltà per tutto il traffico cittadino. Non si è visto il sia pur minimo spargimento di sale, sulle strade così come sui marciapiedi. La caduta di diversi alberi nelle frazioni e di rami su via Repubblica e via Milano non hanno risparmiato la restante viabilità. Alcune frazioni hanno passato ore senza luce, per non parlare della poca tempestività per quello che riguarda le scuole elementari, medie, superiori di San Lazzaro, i servizi di mensa, che hanno visto genitori non informati e allibiti dalla generale gestione dell’emergenza. Alcune scuole, come alla Ponticella, sono state chiuse senza previamente informare né i genitori né gli stessi insegnanti. Altre ancora, come le Fantini o le Donini, sono rimaste chiuse per la totale mancanza di riscaldamento. Nelle ultime ore numerose vie si sono allagate, causando ulteriori disagi e visti i livelli pericolosi dei numerosi corsi d’acqua nel nostro comune, viste le previsioni di precipitazioni, ci auguriamo che la manutenzione di fiumi e torrenti sia già stata messa in atto e che l’amministrazione stia effettivamente tenendo sotto controllo i livelli di tali corsi d’acqua che in alcuni casi, come nella zona pedecollinare al confine con il Comune di Ozzano stanno preoccupando i residenti. Il sottopasso di via Poggi è rimasto completamente allagato e non è stato predisposto alcun servizio di segnaletica atto a deviare la circolazione stradale. Non possiamo che bocciare questo Piano Neve, un piano a nostro avviso e anche secondo il parere di numerosi cittadini che ci hanno contattato arrabbiatissimi, del tutto inadeguato a gestire l’emergenza. Troppi ritardi, troppa disinformazione. L’Amministrazione comunale, è proprio il caso di dirlo, non ha imparato dagli errori commessi soltanto due anni fa e che all’epoca già segnalammo. Speriamo che la tassazione comunale, tra le più alte della provincia, serva a fronteggiare queste emergenze, ma dato questo ennesimo episodio di incuria e cattiva gestione, ci sorge il dubbio che ciò non avvenga.

Il gruppo consiliare
Avv. Samuele Barillà - Capogruppo
Francesco Rossi
Omer Maurizzi

mercoledì 31 dicembre 2014

POC DI IDICE, MINACCE ALLA CONTI. IL SINDACO VA DAI CARABINIERI DI BOLOGNA

San Lazzaro, il sindaco Conti va dai carabinieri: "Su Idice ho subito forti pressioni". Non sarebbe ora di fare un po' di chiarezza su tutta questa vicenda? La delibera attuativa fu votata l'anno scorso quando Isabella Conti era assessore al Bilancio dell'ex sindaco Marco Macciantelli. L'attuale assessore con delega alla Legalità Giorgio Archetti, che votò a favore di quel Piano Operativo che ora la Conti vorrebbe bocciare, tace. Il PD, partito del sindaco, ha sempre votato questo progetto edilizio in ogni sua fase, a partire dal lontano 2007. Il segretario del PD di San Lazzaro, Michele Cavallaro, già capogruppo del PD durante il mandato Macciantelli, e fedelissimo sostenitore di quest'ultimo, tace. L'attuale consigliere PD, Giacomo Landi, predecessore di Cavallaro alla guida del PD locale, ha sempre sostenuto le politiche di Macciantelli, POC compreso. Anch'egli tace. Lorsignori potrebbero dire una parola su questa vicenda? Sono d'accordo o no con il loro sindaco, Isabella Conti? La Conti dal canto suo non invoca l'aiuto del suo partito. Lo dà per scontato? O preferisce chiedere soccorso alle opposizioni, perché pensa che i consiglieri PD non siano così compatti nell'appoggiarla? Non ritiene il sindaco che la cittadinanza dovrebbe essere messa finalmente al corrente di tutte le vicende che portarono all'adozione di questo POC ora al centro di questa bufera? Certamente la Conti dovrebbe anche spiegare come mai lei nei 10 anni in cui è stata consigliera comunale ha sempre votato tutto quello che Macciantelli proponeva, POC compreso. Ma forse è venuto il momento di farla davvero, questa operazione verità, al di là di ogni vicenda personale. Un'operazione verità che dovrebbe partire forse da più lontano e spiegare che la prima vera grande cementificazione, sulla quale i "civici" che tanto cavalcano ora la vicenda di Idice, hanno sempre taciuto. Civici alla bisogna insomma, come l'attuale capogruppo di Noi Cittadini Piras, già assessore all'Ambiente con l'allora sindaco Aldo Bacchiocchi, che diede il via allo scempio di via Caselle (da cui nacque la famosissima vicenda delle "case gialle", che ebbe un rilievo anche nazionale). Vicende che diedero luogo a imbarazzanti intrecci e che portavano all'assegnazione di incarichi di direzione lavori di cantieri in edilizia convenzionata a personaggi dell'allora opposizione di centrodestra, in particolare l'architetto Aldo Noacco, già rinviato a giudizio per illeciti urbanistici nel cantiere di via Galletta di cui era appunto direttore. La contrarietà dell'allora coordinatore PDL e attuale capogruppo di FI Samuele Barillà a quell'intreccio portò a uno scontro durissimo interno al partito, che si è risolto con la cacciata di Noacco da Forza Italia, che non lo ha più ricandidato. Insomma le vicende urbanistiche sanlazzaresi sono particolarmente interessanti. Chissà se la Conti e il suo partito vorranno dare il via a quella operazione verità che tanti cittadini chiedono.

giovedì 18 dicembre 2014

UN PIANO URBANISTICO....UN PO'(C) CONTROVERSO

Dopo l'intervista a un dirigente Ance (Associazione nazionale costruttori edili) che chiedeva un ripensamento rispetto alla scelta di bloccare definitivamente il POC relativo al piano urbanistico di Idice, e al direttore immobiliare di Coop Costruzioni al Carlino di ieri, il quale nemmeno troppo velatamente lasciava intendere che le Coop potrebbero adire le vie legali contro il Comune, arriva la replica del sindaco Isabella Conti: "Non ci faremo intimidire". La battaglia prosegue. Il Resto del Carlino spiega che nelle primarie a sindaco vinte dalla Conti lo scorso anno potrebbe aver giocato un ruolo determinante proprio la posizione assunta dall'attuale sindaco sul tanto controverso POC approvato ancora sotto la giunta Macciantelli. La delibera attuativa del POC, il c.d. PUA, fu adottata dalla precedente giunta in assenza della Conti, la quale ha sempre detto di esser stata impegnata a Roma a un incontro di partito. All'epoca dunque la posizione della Conti non era molto chiara, probabilmente perché non era consigliabile l'esporsi troppo contro la giunta di cui lei stessa faceva parte come assessore al Bilancio. Secondo diversi osservatori della situazione locale, si è assistito ad una mossa sicuramente coraggiosa da parte di un giovane Sindaco che però per ben 10 anni ha sempre approvato qualsiasi cosa venisse partorita dalle giunte Macciantelli, e su cui questo blog si è espresso in  modo molto attento e approfondito. Ancora, l'anno come assessore al Bilancio ha sicuramente fatto sì che l'attuale sindaco prendesse conoscenza delle numerose questioni che riguardavano le tante voci di spesa del Comune sotto la guida Macciantelli. Una presa di conoscenza alla quale però non ha fatto seguito alcuna pubblica segnalazione di situazioni che invece altri organi locali, come il periodico Vivere a San Lazzaro hanno segnalato. Insomma un atteggiamento giudicato da più parti ambiguo, che sarebbe cambiato sul famoso piano urbanistico quando ormai la precedente amministrazione aveva probabilmente già cristallizzato situazioni e attese. Ricordiamo peraltro che San Lazzaro è ancora teatro di vicende giudiziarie legate all'urbanistica: l'ex consigliere comunale PDL Aldo Noacco è rinviato a giudizio per illeciti urbanistici nell'ambito della vicenda Cipea, di cui era direttore del cantiere già oggetto di sequestro da parte della Squadra Mobile di Bologna. Noacco che spesso e volentieri assumeva una posizione molto morbida verso la maggioranza. La Conti invece ha assunto una posizione sicuramente di rottura con un mondo nel quale però lei stessa, quale giovane dirigente di partito e consigliera comunale per 10 anni è cresciuta. Un mondo che ora si sente tradito e che alza la voce. La vicinanza della Lista Noi Cittadini, ormai all'opposizione solo formalmente, che ha da sempre cavalcato questa vicenda (annunciando anche esposti in Procura di cui gli stessi "civici" non hanno più fornito alcuna notizia) probabilmente non servirà a rafforzare una situazione molto difficile che si è venuta a creare, forse anche per ingenuità da parte dell'attuale sindaco. Nel frattempo l'assessore Archetti, che la Conti ha voluto nella nuova giunta e che rappresenta in trait d'union con le precedenti amministrazioni, e che ha sempre votato e sostenuto il Piano urbanistico ora contestato, non apre bocca sulla questione. Ci piacerebbe sapere cosa pensa di questa situazione, ad esempio se secondo lui hanno ragione le Coop oppure ha ragione il sindaco. Magari lo stesso sindaco potrebbe chiederglielo. 
Per la Conti, già in evidente difficoltà per la imbarazzante situazione della sicurezza a San Lazzaro, teatro di una lunga serie di furti e rapine e attaccata anche dai dirigenti locali di Forza Italia che assieme al consigliere regionale Galeazzo Bignami sono stati ricevuti dal Questore di Bologna (e il quale Questore, secondo un articolo del Carlino, era stato lasciato toalmente all'oscuro del "piano sicurezza" della giunta), si preannuncia un 2015 non facile. Per parte nostra le auguriamo buon lavoro e comprendiamo che non è facile smarcarsi da una situazione politico-amministrativa consolidata dal suo precedessore. Il coraggio a metà può a volte far più danni della totale mancanza di coraggio stesso. 

martedì 12 agosto 2014

ANCORA QUALCHE CHIARIMENTO PER I DURI DI COMPRENDONIO, CIVICI O MENO

Alcuni lettori, probabilmente "civici", si sono irritati per alcuni articoli apparsi negli ultimi tempi su questo blog. Blog che, è proprio il caso di dirlo, pare essere il più bersagliato di tutta San Lazzaro, prima da parte di ex amministratori locali di maggioranza e opposizione particolarmente permalosi, ora da parte di "civici" o presunti tali. "Civici" che (infastiditi del fatto che qui si racconti semplicemente la verità dei fatti, ossia che i loro rappresentanti in consiglio comunale, dopo aver sbandierato per anni una presunta purezza rispetto alla classe dirigente del Partito Democratico, ora corrano in soccorso di quest'ultimo votandone il programma del mandato 2014-2019) pretendono di affibbiare agli autori di questo blog presunti orientamenti politici, quasi che noi fossimo l'appendice di Forza Italia. 
A parte che basta leggersi i post degli ultimi 5 anni nei quali in modo molto chiaro denunciavamo fatti e misfatti di tutti i partiti, di destra come di sinistra, attirandoci come detto le ire dei rappresentanti di tutti gli schieramenti, è sicuramente comodo oltre che ovviamente scorretto all'ennesima potenza attribuire un patentino politico a chi scrive, quasi che gli unici legittimati a non avere un orientamento politico siano proprio gli stessi "civici". Eh già, lorsignori si sentono defraudati del giochino che ha loro consentito di presentarsi come apolitici e apartitici, una sorta di "grillini de noantri" i quali però non hanno fatto i conti col vero Movimento 5 Stelle al quale pretendevano di rubare la scena. Basta ricordare come Bertuzzi, l'ex socialista, già firmatario del programma elettorale dell'ex sindaco Macciantelli nel 2004, sia poi approdato come dipendente del gruppo regionale dei 5 Stelle, e parlasse sul suo blog di "PDL e PDmenoElle" alla stessa maniera di Grillo. Insomma, tutto era pronto per appropriarsi delle battaglie dei pentastellati, dato che stile e linguaggio erano già stati acquisiti anche grazie alle ampie frequentazioni dell'ex socialista della segreteria regionale, frequentazione a spese ovviamente dei contribuenti. Peccato però che poi i 5 Stelle non avessero voglia di sottostare a professionisti della politica politicante e non volessero rinunciare alla loro specifica identità.
I "civici" dunque, raggruppando membri della galassia di sinistra, ex piddini, ex socialisti frequentatori abituali della segreteria regionale di consiglieri regionali ex grillini, nonché personaggi che pensavano che il Movimento 5 Stelle non si sarebbe presentato (ma avevano fatto male i conti con l'oste), ora pretenderebbero pure che li si ringraziasse per aver votato il programma del PD, pari pari, senza nemmeno astenersi, come prudenza avrebbe voluto (e come ad esempio i 5 Stelle hanno fatto), se proprio non si voleva votare contro come ha fatto Forza Italia. 
E dunque lorsignori attaccano questo blog perché fa informazione e racconta le cose che avvengono in consiglio comunale, e qualche delirante lettore, pensando nel suo delirio che questo blog sia collegato a Forza Italia, si mette ad elencare il noto armamentario di insulti contro Berlusconi, come se a chi scrive interessasse qualcosa di Forza Italia o di Berlusconi. Forza Italia o, per essere più precisi, PDL che negli anni passati è stato spesso oggetto di critiche in molti dei nostri post. Oppure qualche zelante omarino che fa presente come il programma di FI fosse striminzito e buono per fare cose che probabilmente l'omarino che ha commentato fa abitualmente passandosi sulla sua faccia la carta igienica.
Certi commenti idioti e insultanti sono un complimento, se si considera da chi provengono: evidentemente chi li ha scritti non è capace di fare altro.
Per il resto, diamo appuntamento ai nostri lettori al prossimo post, scusandoci se ci siamo occupati fin troppo di cose che effettivamente dovrebbero avere lo spazio che meritano. Restiamo in attesa di vedere quanto sarà efficace la nuova maggioranza che si sta profilando a San Lazzaro, ossia PD+"civici", se e quali vantaggi porterà alla cittadinanza o a qualche cittadino in particolare. 
E ricordiamo a chiunque ci legge che, anche se a qualcuno dispiace, non siamo mai stati avvezzi a frequentare le stanze dei bottoni, per cui istintivamente saremo sempre portati ad esercitare un'azione critica verso chi amministra, cosa che abbiamo fatto negli anni passati e che continueremo a fare. Se a qualcuno, che evidentemente ha voltato gabbana o ha fatto i suoi calcoletti politici, questo non sta bene, peccato per lui. Ce ne faremo una ragione.

lunedì 11 agosto 2014

I "CIVICI" PUNTI SUL VIVO

Questo blog opera da più di cinque anni, e i nostri numerosissimi lettori sono testimoni di come esso sia stato sempre una voce imparziale e aliena da simpatie o pregiudizi verso questo o quello schieramento politico, civico o presunto tale. Di volta in volta abbiamo sottolineato fatti e dato giudizi sulla sola base di quei fatti, a prescindere da chi ne fosse l'autore. Per parecchio tempo questa impostazione andava bene a tutti tranne che all'ex sindaco Macciantelli, che ha cercato di intraprendere azioni legali contro siti internet e blog che lo criticavano. Non siamo mai stati teneri nemmeno con pezzi della opposizione, a nostro dire molto incline al compromesso col PD, salvo alcuni singoli personaggi della politica locale.
Ora che le cose stanno cambiando, e noi continuiamo nella nostra opera di informazione obiettiva, ci accorgiamo di essere nel mirino di critiche e commenti molto acidi che scadono nell'insulto più volgare, da bettola di frazione. Nemmeno Macciantelli era arrivato a tanto.
Che strana la politica: quando si fa notare che i "presunti" civici si appecoronano al PD e ne votano il programma, diventandone una appendice, allora lorsignori civici si indignano e sbracano nell'offesa e nella calunnia (affibbiandoci pure patenti politiche che non abbiamo mai avuto). I commenti al post precedente a questo ne sono la più ampia riprova. 
E' per questo che, con grande rammarico, siamo costretti a limitare l'accesso ai commenti ai soli utenti registrati, perché siamo sicuri che così facendo si potrà ristabilire un certo clima rovinato da pavidi commentatori. 
Ma fa riflettere il dato: fino a ieri, i cosiddetti "civici" (è noto a tutti che sono più i politici di professione camuffati, che non altri) erano pronti a stracciarsi le vesti contro il "male" Macciantelli. Oggi, che vanno a braccetto col PD, se si osa criticarli, perdono le staffe. E' un atteggiamento un po' patetico ma del resto comprendiamo che di fronte ai propri elettori è difficile non perdere la faccia, dopo essersi sbracciati dicendo di essere la vera opposizione. I voltafaccia si pagano. Mettere la coerenza sotto ai tacchi delle scarpe è una scelta libera: irritarsi se qualcuno lo fa notare è ridicolo.

PS. Nei corridoi della politica gira la voce che entro un certo periodo di tempo ci saranno nuovi ingressi in maggioranza: da un "appoggio esterno" a un PD "allargato".....vedremo.

sabato 26 luglio 2014

DA MACCIANTELLI ALLA CONTI, IL VECCHIO SE NE VA, MA IL NUOVO STENTA AD ARRIVARE?

A San Lazzaro sta per arrivare la famosa fìra (la Fiera), e sicuramente avremo una novità: dopo dieci anni non sarà più l'ex sindaco Macciantelli a inaugurarla, magari chiamando ospiti del tutto inusuali come alti dirigenti delle forze dell'ordine. A inaugurarla sarà Isabella Conti, neoeletta sindaco con un'alta percentuale, sulla scia della schiacciante vittoria del PD a guida Renzi. Le altre liste civetta che la sostenevano non hanno avuto eletti, salvo SEL guidata dall'ex vicesindaco Giorgio Archetti e ora assessore al Welfare, con numerose deleghe tra cui salute, integrazione stranieri e legalità (sic). La Giunta è formata da 5 assessori e l'unico assessore della passata gestione è proprio Archetti, al quale la Conti con la nomina ad assessore paga un pesante tributo. Del resto Archetti è riuscito a resistere alla scissione interna al suo partito, di cui una consistente fronda aveva sostenuto alle primarie PD Mauro Maggiorani, sconfitto su tutta la linea. La lista vicina a Maggiorani, Facciamo Bene in Comune, non è riuscita a fare un eletto e la sua capolista, la ex presidente del consiglio comunale Elisa Sangiorgi, si è dovuta arrendere. Pare che la Conti non sia poi così dispiaciuta di questo epilogo.
Il gruppo consiliare PD appare, almeno nominalmente, abbastanza rinnovato. Diversi i volti nuovi, anche se resistono vecchi rappresentanti di quella mentalità stalinista che pare, almeno in queste terre, non morire mai. Anche a questi, anagraficamente non sempre così anziani, la Conti sa di dover pagare un tributo, dato che dalle primarie si ritirò un rappresentante dei cuperliani, Giacomo Landi, per fare spazio a lei. Personaggi folcloristici rumorosi ma sostanzialmente innocui, ormai inclini alla settantina, riempiono solo il vuoto delle sedute dei consigli comunali. Presidente del consiglio comunale è Francesco Falciatore, che finalmente ottiene il dovuto riconoscimento alle tantissime preferenze raccolte anche questa volta. Probabilmente l'ex sindaco Macciantelli non sarà così contento dell'exploit del giovane Falciatore, col quale ormai da diverso tempo i rapporti si erano in pratica interrotti.
Isabella Conti si presenta col volto piacione e nuovo di una persona sicuramente armata di buona volontà, che ha comunque seduto per dieci lunghi anni in consiglio comunale e ha sempre immancabilmente votato come il partito le comandava di fare, senza mai esprimere il benché minimo dissenso, e che l'ultimo anno è stata assessore al Bilancio di quel Macciantelli che è stato protagonista di numerosissime polemiche e discutibilissime vicende, di cui in questo blog abbiamo dato sempre conto.
Non ci convincono coloro che vorrebbero far passare il messaggio che con la Conti ora è tutto bello mentre prima era tutto opaco e discutibile. Il PD è un partito-apparato che per mantenersi al potere spesso compie operazioni di trasformismo e di atroce cannibalismo interno. La favoletta del "tante cose buone" di macciantelliana memoria e ora del "facciamo bene insieme" della Conti è la stessa che si perpetua in questa città da decenni e decenni. 

Le opposizioni. Forza Italia, in una corsa improba che ha visto il partito a livello nazionale protagonista di una debacle senza precedenti, poteva fare ben poco. Samuele Barillà, che nei 5 anni passati si è dovuto occupare più che altro delle polemiche e degli attacchi mossigli da "colleghi" di partito, alcuni dei quali travolti da inchieste giudiziarie di cui anche qui si è molto parlato, ha ottenuto un 12,82% (+2% rispetto al risultato del partito alle europee, a San Lazzaro) riuscendo inaspettatamente a sorpassare, sia pur di poco, il Movimento 5 Stelle, fermo al 12,7. Barillà è ora capogruppo e ha impresso al gruppo consiliare un carattere di opposizione marcata che si è concretata anche nel voto contrario al documento programmatico della Conti votato nell'ultimo consiglio comunale. Forza Italia è stato l'unico gruppo a votare contro a quel documento, che la Conti sperava venisse votato da tutte le minoranze, per coinvolgerle nel programma, confondendo così i ruoli di maggioranza e opposizione. Il Movimento 5 Stelle si è astenuto. Noi Cittadini di Massimo Bertuzzi, che cavalcando la famosa "colata" di cemento di Idice ha portato a casa un 14,3%, ha votato a favore del documento del PD. Il dato non stupisce. Delle operazioni trasformistiche di quel gruppo e dei suoi fondatori si è già dato conto. I cittadini elettori non sanno forse molto bene che dietro a esso stanno personaggi che fanno politica da almeno 20 anni, e che sostanzialmente hanno vissuto e vivono di politica, anche da dipendenti di gruppi politici regionali. Il voto a favore di Noi Cittadini al documento programmatico del PD del mandato 2014-2019 è dunque il primo chiaro segnale di disponibilità di quel movimento, sostanzialmente a collaborare col PD, abdicando al proprio ruolo di opposizione. Chissà cosa racconteranno i dirigenti di quel movimento ai cittadini che li hanno votati sperando in una loro chiara opposizione. 
Il periodico Vivere a San Lazzaro pare essersi fatto abbagliare da questo atteggiamento di Noi Cittadini, parlando di "dialogo disponibile" con la Conti. Sinceramente non ci stiamo al gioco di chi vorrebbe far credere che tutto il male stava concentrato in una unica persona, ossia l'ex sindaco di San Lazzaro, e che ora andandosene via questa persona tutto il male sarebbe scomparso. L'ex sindaco era espressione di un sistema, che continua a perpetrarsi anche con le nuove amministrazioni. Fare finta di non accorgersene è veramente molto ingenuo, per non dire altro. Si rischia di fare la figura degli utili idioti che contribuiscono alla purga staliniana che quel sistema pone in essere contro i propri rappresentanti, ora diventati scomodi e da rimuovere, per fare spazio a facce magari nuove ma che sono in grado allo stesso sistema di consentire di autoperpetuarsi. Se qualche politicante ha delle mire che magari col tempo si scopriranno, i giornalisti dovrebbero evitare di abdicare alla loro funzione di controllo del potere, in tutte le sue forme. Dovrebbero cercare di evitare di magnificare alcune modalità apparentemente nuove che ancora non significano nulla. Si vedrà alla prova dei fatti se questi amministratori saranno in grado di cambiare veramente questo sistema. Certo è che, dopo dieci anni in cui si è assistito a episodi imbarazzanti e a onesti pubblici ufficiali perseguitati solo per aver fatto il loro dovere, ora è facile dire che le cose vanno meglio. Sono passati solo due mesi. Aspettiamo al varco i nuovi amministratori. Sapendo che alcuni di questi di nuovo non hanno nemmeno la faccia. 

sabato 26 aprile 2014

L'ASSESSORE ALL'INTEGRAZIONE RAYMON DASSI (PD) RINVIATO A GIUDIZIO: MACCIANTELLI TACE

Dal sito del Fatto Quotidiano riportiamo integralmente:

“Corso fantasma” in Regione, presidente Ordine giornalisti e assessore Pd a processo

Gerardo Bombonato è stato rinviato a giudizio per falso e truffa, contestazioni che riguardano fatti del 2009. Imputato sarà anche Raymond Dassi, titolare all'integrazione del comune di San Lazzaro

Il presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna Gerardo Bombonato è stato rinviato a giudizio per falso e truffa, contestazioni che riguardano fatti del 2009 e l’attività, nel frattempo conclusa, di capo ufficio stampa dell’assemblea legislativa in Regione. Nell’udienza preliminare la stessa Regione si è costituita parte civile. Imputato per truffa in concorso con Bombonato sarà anche Raymond Dassi, assessore all’integrazione del Comune di San Lazzaro di Savena. Per l’accusa (pm Morena Plazzi) Bombonato incaricò e poi pagò Dassi per un corso con cui l’assessore doveva insegnare al personale l’utilizzo di un software e la gestione del sito internet del consiglio regionale.
Secondo il Pm, il corso, dopo le prime lezioni, non è mai stato portato a termine e ciò nonostante Bombonato firmò il nulla osta a pagare la fattura di Dassi, per 10mila euro. L’indagine nacque da una segnalazione anonima. I rinvii a giudizio sono stati decisi dal Gup Bruno Giangiacomo e l’udienza è stata fissata a gennaio 2016. “Noi siamo sereni”, ha detto l’avv. Maria Grazia Tufariello che assiste Bombonato. “Quando un giudice affronterà il merito della questione, cosa che il Gup non ha potuto fare, riusciremo a dimostrare che si tratta di un equivoco”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/23/corso-fantasma-in-regione-presidente-ordine-giornalisti-e-assessore-pd-a-processo/961722/

Stupisce, ma non più di tanto, l'assordante silenzio della stampa locale su tutta questa imbarazzante vicenda. Stupisce ancora meno l'assordante silenzio del sindaco Macciantelli su questa ennesima tegola che cade sulla sua traballante giunta (di cui fa parte, lo ricordiamo, la candidata sindaco del Pd per le imminenti amministrative), così come non stupisce l'assordante silenzio del protagonista di questa vicenda, l'assessore all'integrazione Dassy.  Non ci si meraviglia proprio che lui non abbia minimamente pensato a dimettersi, anche se siamo a un mese dal voto. Non meraviglia affatto che il sindaco uscente, che si è sempre riempito la bocca di paroloni quali "trasparenza, correttezza" ecc., non abbia pensato nemmeno per un istante di chiedere al suo fedele assessore un passo indietro, quantomento come atto simbolico. La poltrona non si molla mai, fino all'ultimo istante.

martedì 11 marzo 2014

"SOTTO IL VESTITO CIVICO NIENTE"

Un lettore ci ha segnalato una cosa che reputiamo interessante, per non dimenticare la storia politica recente della nostra città. Questo blog è indipendente da tutte le lobby e da tutti i gruppi di pressione presenti sul nostro territorio (partitici o "civici" essi siano), e ritiene di fornire una informazione basata sui fatti. A molti questo dà fastidio. Ce ne siamo fatti una ragione da diversi anni.

Era il 2009 e ci si apprestava a votare per il sindaco. Macciantelli avrebbe di lì a poco vinto le elezioni per il secondo mandato, che in questo blog abbiamo avuto modo di criticare aspramente. Non ci si potrà quindi tacciare di vicinanza a lui o al suo partito se attingiamo proprio dalla rivista del PD locale, In Piazza. Nel numero 3 del maggio/giugno 2009, a pag. 14, si poteva leggere un corsivo firmato "La voce del Savena", che riportiamo testualmente, consci che in ogni voce v'è un barlume di verità:

Sotto il “vestito civico” niente
I livorosi/rancorosi del Psc non stavano più nella pelle dalla voglia di gettarsi nella mischia elettorale attraverso la lista sorta dall’associazione “Noi, cittadini”, realtà eterogenea che cerca di tessere il filo dei piccoli egoismi localistici. Non mancano persone in buona fede, ma prevalentemente siamo di fronte al solito partitino dei professionisti del no.
Il civismo, ovviamente, è un’altra cosa, specie quando rappresenta i valori di un bene comune,
solidale e altruistico. Ma qui, piuttosto, c’entra la volontà di riciclare i “soliti noti” del ceto politico,
cotto e stracotto, pronto a tirare la volata alla destra. La loro ideologia “volenterosa” ammantata dalla retorica comitatista, è quella del flagello, da abbattere sulla schiena di una società operosa che, invece, vorrebbe unire sviluppo sostenibile e qualità della comunità, intrapresa economica e coesione sociale. Ma la cosa che più sorprende sono i politici di lungo corso. Basta guardare al loro candidato sindaco - frutto di un’imboscata dell’ultimo istante che ha scandalizzato i civici della “Città che vorremmo” come Vannelli, Storani e Bronchi - sino all’altro giorno responsabile di zona di partito, sottoscrittore del programma del centrosinistra nel 2004, candidato pure alle elezioni politiche nell’aprile del 2008 per la correntina di minoranza, ovviamente trombato.
Se c’è una cosa che la politica deve alla società è la trasparenza. Se c’è una cosa che la società non
sopporta più della politica è la speculazione (compresa quella elettorale), il continuo movimento attraverso la porta girevole dei politicanti, quelli veri, anche se mascherati da “civici”. Gli inganni, il trasformismo di chi cerca di continuare a fare il surf a danno della fiducia degli altri. Noi, i cittadini veri, da gente così, abbiamo già avuto, a gente così, abbiamo già dato.
(...)"

Seguiva l'esortazione a votare PD. E' chiaro che questo corsivo trasudante livore da ogni riga, contiene affermazioni gratuite e prive di fondamento, come quella che accusava la lista civica di "tirare la volata alla destra". O altre affermazioni di presunta civicità in capo a chi scriveva, quasi che il PD sia l'unico vero detentore di questa etichetta che, come si legge poi dai fatti esposti, è buona per tutte le stagioni (e basta vedere oggi il pullulare di finte liste civiche, da quella dell'ex pidiellino Di Oto a quella dell'ex dipietrista Montebugnoli, per finire al capolavoro di trasformismo offerto dal vicesindaco Archetti, Sinistra Ecologia e Libertà ma improvvisatosi civico all'occorrenza delle primarie di coalizione). 
I fatti esposti però parlavano chiaro già 5 anni fa. Le piroette dei civici erano talmente imbarazzanti che perfino il PD le poteva esporre a pubblico ludibrio. E parliamo del PD...
Resta dunque uno scenario nel quale anche chi si atteggia a portatore di valori "sani e puri" (il no al consumo di suolo, sì alle energie alternative ecc.) nella migliore delle ipotesi è un simpaticone che si arrabatta perché "tiene famiglia", un Albertone Sordi dei giorni nostri, che a seconda di come tira il vento è prima socialista (o magari assessore dell'ex sindaco Bacchiocchi), poi appoggia il programma del sindaco Macciantelli nel 2004, poi indossa la casacca del civico (con notevole disgusto dei civici di Arnaldo Vannelli allora presenti in consiglio comunale, che non appoggiarono la lista Noi Cittadini), poi lavora nella segreteria del gruppo regionale del Movimento 5 Stelle. Con dei civici così, il PD può dormire sonni tranquilli (e di certo ringrazia).

giovedì 27 febbraio 2014

CONSULENZE FACILI, NUOVA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE CONTRO MACCIANTELLI

La senatrice Adele Gambaro, ex Movimento 5 Stelle e poi passata al Gruppo Misto dopo essere stata espulsa da Beppe Grillo, ha presentato una interrogazione parlamentare contro il sindaco di San Lazzaro di Savena Marco Macciantelli e la sua Giunta (di cui fa tuttora parte la neocandidata a sindaco del PD, Isabella Conti, assessore al Bilancio). La riportiamo di seguito. I fatti in essa riportati sono di particolare gravità. Buona lettura.

Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 168 del 16/01/2014


GAMBARO - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che:
in data 6 dicembre 2013 il giornale on line "Affari Italiani" pubblicava un articolo a firma del giornalista Antonio Amorosi dal titolo "Bologna: consulenze facili, sprechi, abusi e persecuzioni", secondo il quale sarebbe stato denunciato alla Corte dei conti dell'Emilia-Romagna un presunto caso di cattiva gestione dei fondi pubblici nel Comune di San Lazzaro di Savena evidenziando il ruolo del sindaco Marco Macciantelli;
nello specifico, un pubblico ufficiale avrebbe denunciato alla Magistratura contabile il caso di un incarico di consulenza regolamentato dalla determina del Comune di San Lazzaro n. 284 datata 8 aprile 2009 avente a oggetto testualmente un "incarico allo Studio legale Roberto D'Errico di Bologna per la formulazione di un parere sulle problematiche connesse alla realizzazione del progetto denominato Civis" relativo al trasporto pubblico a guida vincolata;
l'incarico, in materia di lavori pubblici, sarebbe stato conferito dal Comune allo studio del penalista avvocato Roberto D'Errico considerato che "il consulente individuato offre altissime ed acclarate qualità professionali e specialistiche in materia e che pertanto l'affidamento de quo può essere disposto tramite procedura di affidamento diretto" e per un compenso complessivo di 29.743,20 euro;
nella denuncia alla Corte dei conti, dalla quale scaturiva il procedimento n. V2012/00504/FI assegnata al procuratore Filippo Izzo, poteva chiaramente evincersi come la procedura seguita dal Comune avesse eluso gli obblighi di evidenza pubblica in rapporto ai relativi tetti di spesa previsti dalla vigente normativa;
l'incarico sarebbe stato infatti assegnato con procedura di affidamento diretto, senza cioè rispettare le procedure comparative previste dalla legge per i contratti di importo superiore a 20.000 euro, limite successivamente innalzato nel 2011 a 40.000, e con l'obbligo di mettere a confronto almeno un congruo numero di offerte;
inoltre, dalla lettura dell'articolo emergevano ulteriori elementi significativi giacché il penalista del foro di Bologna risulterebbe aver rivestito in passato ed anche attualmente il ruolo di difensore di fiducia dello stesso sindaco Macciantelli in più procedimenti penali che lo avevano interessato nelle vesti sia di indagato che di parte offesa;
ancora nella denuncia veniva rimarcato l'iter di un'ulteriore delibera comunale (n. 103 del 14 luglio 2011), denominata "Affidamento di una attività di consulenza legale per la tutela dell'immagine dell'Amministrazione comunale prelevamento dal fondo di riserva - con eseguibilità immediata" datata 8 agosto 2011 attraverso cui si disponeva il prelevamento di 6.240 euro dalle casse comunali allo scopo di incaricare e retribuire una consulenza legale utile al monitoraggio di siti internet e riviste locali critiche verso l'operato del sindaco Macciantelli. Non essendovi fondi disponibili a bilancio, utili a coprire l'intera spesa, l'amministrazione decideva di acquisire 3.000 euro dal "fondo di riserva", bacino economico destinato ad essere utilizzato esclusivamente nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio, come recita il testo unico degli enti locali di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000 (art. 16);
il Comune di San Lazzaro di Savena conferiva un incarico peritale di discovery e semplice analisi di tali materiali di stampa ritenuti diffamatori al legale Mariano Rossetti, dopo che questi era risultato vincitore del bando di gara comunale cui aveva concorso ancora col citato avvocato Roberto D'Errico e con altro legale del foro bolognese;
l'esposto indirizzato alla Corte dei conti denuncerebbe, nel dettaglio, il presunto profilo strumentale dell'azione amministrativa asseritamente legata all'esigenza difensiva del sindaco coinvolto all'epoca della deliberazione comunale in alcuni procedimenti penali, uno dei quali per diffamazione e violenza privata in danno proprio del pubblico ufficiale estensore della denuncia indirizzata alla magistratura contabile e fatto oggetto, nel tempo, di gravi forme di astio e di reiterate ingerenze da parte del Macciantelli presso i questori di Bologna Merolla e Stingone, in un caso addirittura per il tramite del dirigente della Polizia postale, Geo Ceccaroli;
inoltre nel testo della denuncia si evidenzierebbe come l'attività peritale svolta dal legale Rossetti dalla mera analisi dei contenuti diffamatori si sarebbe liberamente evoluta nella formalizzazione di denunce per conto e in rappresentanza dell'ente, questa volta senza relativa delibera consiliare e in pieno contrasto con l'oggetto originario dell'incarico,
si chiede di sapere:
se il Governo sia a conoscenza dei fatti rappresentati;
se sia a conoscenza degli sviluppi del procedimento n. V2012/00504/FI, attivato presso la Corte dei conti dell'Emilia-Romagna, atteso che nessuna informazione sullo stato del procedimento sarebbe stata comunicata al denunciante malgrado innumerevoli e disattese richieste e sebbene lo stesso denunciante avesse invano sollecitato di essere escusso al fine di fornire ulteriori elementi utili alle indagini;
se risulti che la denuncia sia stata comunicata alla Procura della Repubblica di Bologna apparendo evidenti i profili penali della stessa, come sia stata eventualmente contrassegnata e a quale magistrato assegnata;
se non ritenga di inaudita gravità l'utilizzo di consulenze per le finalità esposte ancorché del tutto prive di qualsivoglia urgenza atta a giustificare il prelevamento da un fondo di riserva nonché il conferimento di incarichi peritali al proprio avvocato di fiducia, con procedura di affidamento diretto e su materia di lavori pubblici;
se non voglia disporre ogni più ampia attività ispettiva nei confronti del Comune di San Lazzaro di Savena e presso la Corte dei conti regionale dell'Emilia-Romagna onde meglio approfondire i fatti e onde accertare i motivi reali del totale silenzio della magistratura contabile anche al fine di scongiurare l'incombente prescrizione su uno degli episodi denunciati, risalente all'anno 2009.
 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00735591&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_icrdrs-atto_401498&parse=no

Dal Resto del Carlino di oggi si apprende inoltre che il sindaco Macciantelli ha pensato bene di utilizzare più di 9.000 euro di danaro pubblico per confezionare un opuscolo nel quale dà conto dei suoi 10 anni di mandato. Ma pensiamo che la cittadinanza abbia capito che basta leggere questo blog per essere adeguatamente informati.

giovedì 13 febbraio 2014

PRIMARIE PD, OPPOSIZIONE (VERA O PRESUNTA) & DINTORNI

A San Lazzaro si assiste al teatrino delle primarie PD, con tre candidati, espressione della sinistra più o meno di apparato. 
Dopo il ritiro della candidatura dell'ex segretario comunale Landi, restano in pista quelle dell'attuale assessora alla "Qualità delle risorse": Bilancio, personale, patrimonio, politiche abitative, Isabella Conti (PD, candidatura trasversale di area renzian-cuperliana); dell'attuale Vicesindaco nonché assessore alla Qualità educativa e ambientale Giorgio Archetti (SEL); di Mauro Maggiorani, docente a contratto all'università di Bologna, già dirigente ANPI (Associazione Naz. Partigiani Italiani) e già responsabile dell'ufficio di gabinetto negli anni '90 a San Lazzaro. Maggiorani, appoggiato dall'ex assessore all'Urbanistica Renato Ballotta e dall'ex sindaco Bacchiocchi, ha assunto da ultimo sulla stampa toni molto critici verso le scelte compiute dall'attuale giunta Macciantelli (definita "un fallimento"), in particolare contro quella che da più parti è stata definita la "colata" di cemento votata e approvata dal suo partito, il PD, assieme a SEL e ai fuoriusciti dell'Italia dei Valori (in consiglio di questi siede Mirco Montebugnoli, ora gruppo misto e renziano convertito - come del resto renziano è anche, ora, il sindaco uscente Macciantelli). 
Ora, spiace dirlo, ma si assiste all'ennesimo triste teatrino di chi ha fatto scempio della città negli ultimi decenni. Di Archetti si è scritto molto e si conosce la sua totale corresponsabilità alle scelte adottate dall'attuale maggioranza, oltre ad ulteriori responsabilità per la gestione della mensa comunale, gestione criticata da molti genitori i quali hanno portato all'attenzione della stampa dei fatti gravissimi quali la presenza di vermi, polistirolo e plastica nel cibo dei bambini delle scuole dell'infanzia. Ancora, Archetti è finito sulla graticola per lo stato in cui versano varie scuole comunali, fatiscenti, con intonaco scrostato e con lavagne vecchie di 30-40 anni. Situazione talmente imbarazzante che alcuni genitori, stufi della totale inerzia del Comune, hanno deciso di provvedere da soli all'imbiancatura di alcune aule, dopo aver ricevuto alcuni barattoli per graziosa concessione del Comune stesso. I barattoli sarebbero stati però insufficienti, tanto che i genitori avrebbero provveduto ad acquistarne altri e di vernice migliore, di tasca propria. A queste e altre questioni il candidato vendoliano ha sempre risposto nel classico stile: minimizzare, ridimensionare, normalizzare. Per capire quanto sia gradito alla sua stessa base, basta vedere come molti tesserati e simpatizzanti di SEL abbiano deciso di appoggiare Maggiorani e non lui.
La giovane Conti è di bella presenza, una presenza che non si era mai notata prima della sua presa d'incarico dell'assessorato di cui è titolare (e anche dopo, tolta qualche foto carina sui giornali). Un candidato sicuramente più facile da gestire per il PD provinciale, rispetto al suo predecessore, un personaggio ingombrante e spesso al centro di polemiche pesanti e di scelte criticate perfino dal suo stesso partito. Non ci riferiamo solo alle scelte urbanistiche, già peraltro criticatissime in città, ma di tutta la gestione della viabilità, ormai diventata un autentico inferno a San Lazzaro; gli strascichi del Civis, da lui sempre così sponsorizzato e strenuamente difeso, e per il quale non ha esitato a ridurre alcune strade a veri e propri budelli che provocano gas di scarico senza sosta. A fronte di ciò, la trovata mediatica del divieto di fumo appare veramente ridicola. Per le tante vicende qui segnalate vi rimandiamo agli articoli che abbiamo scritto nel corso di questi ultimi anni. 
La Conti vuole amministrare la città nel solco dell'amministrazione del sindaco di cui lei stessa è assessore e verso il quale - non ci si poteva aspettare diversamente - non ha mai speso una parola che una di critica o di dissenso. Insomma, se si vuole avere un'amministrazione fotocopia degli ultimi dieci anni, certamente si può tranquillamente votare lei alle primarie.
Maggiorani è invece il classico caso del "compagno critico" (a scoppio ritardato). Ora dice che la giunta ha fallito, ma prima di oggi non risulta che abbia mai detto nulla di simile verso i suoi "colleghi" amministratori locali. Ha avuto dieci anni di tempo: un po' tardi. Certo, meglio tardi che mai, ma mentre alcuni (non tutti) all'opposizione, oppure onesti cittadini e pubblici ufficiali isolati denunciavano le malefatte di questa amministrazione (si veda ad esempio lo scandalo delle "case gialle", con lunghi strascichi giudiziari), non pervenivano da Maggiorani e dai suoi sostenitori parole di solidarietà di alcun tipo. Comodo quindi, starsene tranquilli e beati mentre chi amministra fa quello che vuole, e svegliarsi a pochi mesi dal voto dicendo che "questa giunta ha fallito". 
L'opposizione, composta dalla Lista Noi Cittadini, ha senz'altro denunciato alcune questioni importanti, prima fra tutti l'urbanistica. Alcuni attivisti di questa lista sono convinti che basti parlare di urbanistica e di consumo di suolo per essere buoni amministratori. E' un'ingenuità (come tale la vogliamo considerare) imperdonabile. Negli ultimi decenni le giunte sanlazzaresi hanno amministrato sulle più svariate questioni, e l'urbanistica è solo una di quelle. Ancora prima di essere riconfermato al secondo mandato, Macciantelli fu coinvolto in una durissima polemica coi Vigili Urbani, che gli boicottarono il carnevale nel febbraio 2009, di fatto sabotandolo. I VV.UU., e anche i dipendenti comunali, protestavano contro il taglio di circa 800.000 euro di indennità (di disagio, di lavoro notturno, in strada ecc.) che il sindaco aveva disposto. Il sindaco, d'accordo con la minoranza, chiese ed ottenne la secretazione di tutti gli atti della vicenda in commissione affari generali. All'epoca l'avv. Samuele Barillà, poi coordinatore comunale del PDL, chiese pubblicamente di desecretare gli atti, ricevendo un secco rifiuto da parte del sindaco. Di questo fatto, tolta l'eccezione di Samuele Barillà, sempre osteggiato da quella parte del suo ex partito molto accondiscendente verso la giunta, nessuno ha più parlato. E vi sono altre vicende che ormai in pochi ricordano, perché sappiamo che l'Italia è un Paese senza memoria.
Inoltre, è noto che tra i sostenitori della lista "civica" Noi Cittadini vi siano esponenti di vecchie giunte, quali l'ex assessore all'ambiente di Bacchiocchi, Piras. E' con Bacchiocchi che, sia pur con meno virulenza rispetto a Macciantelli, si diede il via al consumo di suolo e alle costruzioni su numerosi lotti prima dichiarati agricoli.
Dell'opposizione "accondiscendente" abbiamo già detto e scritto molte volte. Nulla di nuovo all'orizzonte, anche se tuttora non è dato sapere chi sarà il candidato sindaco del centro destra. La cosa non ci preoccupa più di tanto, e soprattutto non preoccupa minimamente il PD, forte di consensi bulgari nonostante la clamorosa emorragia di voti e di consensi dovuta a Macciantelli (solo 2000 voti persi dal primo al secondo mandato, e un malcontento diffusissimo in città per le tante scelte sbagliate): dopo circa vent'anni di opposizione solo formale condotta da chi a tutt'oggi siede sui banchi del PDL-Forza Italia, anche un ottimo candidato farebbe una fatica sovrumana a vincere. Se anche non sarà Maurizzi il candidato sindaco, dubitiamo che non si candidi per il consiglio comunale, nonostante l'opposizione inesistente da lui condotta e le tante assenze e astensioni strategiche su importanti votazioni della maggioranza (il PSC, tanto per dirne una). Un minimo sussulto pare che i vertici regionali lo abbiano conservato con riguardo alla questione Noacco, rinviato a giudizio per illeciti urbanistici e ancora oggi vicepresidente della commissione urbanistica (senza che né il suo partito, né il PD, né la giunta abbiano qualcosa da dire): un personaggio così, più che avvicinare elettori, li allontana, tolta la sua cerchia clientelare personale. Nonostante la resistenza di un giovane consigliere regionale per mantenerlo in lista, pare che ormai sia stato escluso e sia in cerca di altri approdi (ma voci di corridoio dicono che anche il Nuovo Centrodestra, al quale si sarebbe rivolto, lo abbia messo alla porta).

Resta l'incognita grillini: tra poco si saprà se si vogliono mischiare con la lista Noi Cittadini. 
Ultima citazione la riserviamo a Enrico Di Oto, consigliere comunale eletto col PDL e poi fuoriuscitone. Il personaggio in questione, credendosi al centro della politica sanlazzarese, un giorno si è svegliato e ha ideato una "lista" dal nome Tu per San Lazzaro. Questo Tu non è ben chiaro chi debba essere, ma una cosa è certa: la fame di poltrone ha già contagiato il "giovane" consigliere. Egli infatti, nella sua pagina facebook, di recente ha scritto: "Non siamo qui per piantare una bandierina ma per FARE qualcosa. Perciò, non credo ci si debba scandalizzare nell' ipotizzare un assessore assegnato alla minoranza che mostri possibilità di dialogo!" Insomma, avete capito? Il ragazzo dà per scontato non solo che sarà eletto, ma che sarà in una posizione tale da potersi offrire al vincitore per chiedere ed ottenere un assessorato. O forse, crede che non avrà nemmeno bisogno di essere eletto consigliere per ottenere un assessorato. Personaggi come questi, che vanno in giro in cerca di una poltrona, San Lazzaro ne ha conosciuti abbastanza. Un consiglio non richiesto: il mestiere dei poltronari lo lasci fare a chi sta all'opposizione da più tempo e - in questo - ha certamente più stile. 

venerdì 6 dicembre 2013

MACCIANTELLI, CONSULENZE A GOGO', ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI

Dal sito affaritaliani.it riportiamo integralmente:

Bologna, consulenze facili
Sprechi, abusi e persecuzioni

Venerdì, 6 dicembre 2013 - 11:34:00
di Antonio Amorosi
 
Bologna - In Emilia “c'è chi può”. E sono sempre in tanti nonostante l'alone di indignazione sollevato su alcune “spese pazze” dei consiglieri regionali di via Aldo Moro. Come nel caso di una consulenza da circa 30 mila euro (29.743) al proprio avvocato senza procedura di evidenza pubblica e con affidamento diretto. E’ l’ennesima tegola che investe a fine mandato il discusso Sindaco PD di San Lazzaro, Marco Macciantelli, in passato al centro di numerose critiche e di interpellanze parlamentari.
san lazzaro facciata comune
 

Nel 2009 Macciantelli commissionò al proprio legale di fiducia, il penalista bolognese Roberto D’Errico che lo assiste da molti anni nei procedimenti penali, un incarico di consulenza in materia di lavori pubblici e Civis, di palese taglio amministrativo – civilistico. (guarda i basso il documento) Il testo della determina nr. 284 dell’anno 2009 non dà adito a dubbi: “incarico per la formulazione di un parere sulle problematiche connesse alla realizzazione del progetto denominato Civis”, e che lo stesso viene affidato in via diretta al D’Errico “per il profilo di alta specializzazione sia in campo accademico che forense e considerato che il consulente individuato offre altissime acclarate qualità professionali e specialistiche in materia e che pertanto l’affidamento de quo puo’ essere disposto tramite procedura di affidamento diretto.”.

Peccato che la legge dei contratti pubblici stabilisca che per gli importi superiore a 20 mila euro, limite innalzato nel 2011 a 40 mila, non ci può essere l'affidamento diretto, ci deve essere una procedura comparativa tra offerte diverse con l’obbligo di confronto di almeno un certo numero di offerte (la citano anche gli autori del best seller La Casta Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo http://www.corriere.it/economia/13_ottobre_31/i-consulenti-d-oro-cnel-2018bc4c-421f-11e3-8636-110cb2716567.shtml). Ma l'incarico affidato da Macciantelli è da 29.743 euro, nel 2009 e con affidamento diretto.
San Lazzaro consulenze
 

Su questo caso è stato presentato alla Corte dei Conti un esposto da un pubblico ufficiale ma vi sarebbe anche altro.
Nel 2011, dopo che indagini della Procura di Bologna avevano ancora una volta interessato il Comune di San Lazzaro di Savena, per l'ennesimo caso di edilizia abnorme il primo cittadino era finito sotto le critiche di comitati cittadini. Il Sindaco Pd avvio’ a mezzo stampa una pesante campagna mediatica di delegittimazione in danno del pubblico ufficiale di cui parliamo, ritenuto responsabile di aver semplicemente denunciato in passato diversi illeciti avvenuti in quel territorio divenendo, secondo la surreale idea del Sindaco PD, un nemico della comunità da combattere. Meglio se con soldi pubblici.

La vera e propria locale “fatwa” lanciata a mezzo stampa venne tradotta da ignoti in una sequela di minacce di morte pervenute al pubblico ufficiale e alla sua famiglia, fino al punto da indurre l'ufficio di appartenenza a sottoporlo a tutela proponendogli il trasferimento ad altra sede. Dopo aver effettuato pressioni su ben due Questori e un dirigente di polizia allo scopo di censurare l’investigatore, Macciantelli decise di recarsi nel 2011, per ben 4 volte presso il Comando cittadino della Polizia postale senza però mai formalizzare alcunché. Oscuro il motivo delle visite.
Contestualmente il Sindaco varo’ una delibera denominata anti – critiche prelevando da un fondo di riserva comunale circa 6000 euro da destinarsi a un altro legale (l'avv. Rossetti) per una analisi su siti e scritti ritenuti offensivi dall’Ente Pubblico forse nella speranza di arrivare a colpire comunque quel cittadino, responsabile, sono parole del Sindaco “con le sue denunce del degrado cittadino”.

Ma il pubblico ufficiale denuncia con esposto indirizzato alla Corte dei Conti anche questo spreco.

Un apparente disegno univoco con soldi pubblici e con un dato ulteriore: la ricognizione peritale sui siti internet e sugli scritti analizzati dal Rossetti sarebbe stata poi estesa liberamente da questi in un atto di denuncia in rappresentanza dell’Ente. Ma la delibera del Comune, al contrario, gli richiedeva solo un parere su testi e contenuti potenzialmente offensivi.

Una sequela di comportamenti che per grado diverso non si dovrebbero tenere. Non si potrebbe. Ma tanto siamo in Emilia e “c'è chi può”.


http://www.affaritaliani.it/emilia-romagna/bologna-consulenze-facili-sprechi-abusi-e-persecuzioni061213.html 

Le vicende si commentano da sole. Resta da chiedersi l'opposizione rappresentata da chi come Maurizzi e Noacco in consiglio comunale ci sta da 20 anni, dove fosse e cosa facesse nel frattempo.

venerdì 15 novembre 2013

MACCIANTELLI, MONARI E PABLO SRL: AGGIORNAMENTI E QUALCHE CONSIDERAZIONE SULLA "OPPOSIZIONE" A SAN LAZZARO

E' di oggi un articolo del Corriere della sera di Bologna che riporta la consulenza affidata dal Comune di San Lazzaro alla società Pablo Srl, per la realizzazione del sito internet del Comune. Ci fa piacere che la stampa recepisca quel che già più di tre anni fa, su segnalazione dell'allora deputato Enzo Raisi che fece un esposto in procura, scrivevamo QUI. e QUI , quando inoltre ricordavamo che alla Pablo srl il Comune di San Lazzaro ha affidato la realizzazione del giornalino ufficiale del Comune stesso, dal titolo "San Lazzaro città".
Chissà se il Sindaco, così prodigo di consulenze verso questa società legata alla compagna di Marco Monari, suo padrino politico, già capogruppo PD in Regione e dimessosi da quell'incarico perché travolto dallo scandalo dei rimborsi e delle "spese pazze", vorrà spiegare meglio questa vicenda ai cittadini. 

PS. Molti cittadini in questi anni ci hanno scritto manifestandoci la loro vicinanza e solidarietà, chiedendoci il perché l'opposizione in consiglio comunale non abbia mai sollevato nessuno dei problemi e delle tematiche qui riportate. Non sappiamo dare una risposta. Ma probabilmente, a parte la scarsa competenza anche di persone in buona fede, non si può trascurare una commistione di interessi con elementi della c.d. opposizione, commistione che qui abbiamo sempre denunciato e basata su fatti ben precisi. Un personaggio che siede in consiglio comunale da almeno 25 anni (se non addirittura 30), Aldo Noacco, nominalmente all'opposizione (prima DC, poi Forza Italia e infine Pdl), è stato rinviato a giudizio per illeciti urbanistici in qualità di direttore dei lavori del cantiere Cipea di via Galletta, che aveva ricevuto l'appalto dal Comune. Il Noacco è sempre stato tutelato dal suo collega di partito, Omer Maurizzi, che ha costruito una palazzina in via Torreggiani su un terreno sul quale il precedente proprietario non aveva mai potuto edificare perché privo del relativo permesso. I due personaggi sono noti alla stampa da anni, per esser stati ribattezzati "soccorso azzurro", in quanto in più di una occasione hanno salvato le giunte comunali sanlazzaresi che perdevano pezzi della loro maggioranza per la realizzazione di piani urbanistici molto contestati (si ricordi lo scempio di villa Cicogna con la costruzione di un albergo dentro il suo perimetro: operazione che fu possibile grazie all'appoggio decisivo dei due consiglieri comunali della "opposizione"). L'appoggio a queste operazioni che negli anni hanno costituito quello che è stato da più parti chiamato il "sacco di San Lazzaro" si realizza non necessariamente attraverso voti a favore, ma anche tramite astensioni o non partecipazioni al voto per far scendere il numero legale, pur rimanendo in sala. Scorrendo le delibere che decidevano nuovi azzonamenti urbanistici si nota che i voti di quei consiglieri erano sempre o favorevoli o di astensione. Il periodico Vivere a San Lazzaro ha documentato ampiamente questa situazione nei numeri di questi anni. 
Questo terrificante modo di NON fare opposizione ha garantito la sostanziale intoccabilità delle giunte (soprattutto quelle targate Macciantelli, 10 anni di mandato ormai al termine) sui temi più spinosi. Salvo poi fare una opposizione "di facciata" su temi privi di rilevanza, presentando interrogazioni in consiglio su questioni quali la potatura di alberi, la "svendita" del predio Betti, i sensi di marcia e quan'altro. Anche sul Civis i citati consiglieri votarono a favore.
Il dramma dunque non è consistito solo e soltanto nell'operato di Macciantelli, che tanto abbiamo criticato e denunciato in questo blog. E' consistito e consiste in una finta opposizione, che ha tradito il mandato affidatole dai cittadini, spesso ignari dei comportamenti di questi suoi rappresentanti. Rappresentanti che in genere tacevano per l'intero mandato, salvo poi riapparire come zombies a fine mandato sulla stampa quasi a giustificare il loro essere stati zitti per 5 anni. E' il caso di Omer Maurizzi, riapparso ieri sul Resto del Carlino a proposito della vicenda delle slot machine, che ha proclamato la sua...astensione su una proposta di un consigliere ex Idv (avete letto bene). Gran parte della comunità sanlazzarese chiede che certi elementi se ne vadano a casa e si dedichino alle loro cose senza più infestare la politica locale come è avvenuto in questi decenni con inciuci terrificanti. Se siamo contenti che Macciantelli, che nessuno rimpiangerà, se ne vada, è sacrosanto che lo accompagnino i soggetti sopra menzionati, che, arriviamo a dire, hanno delle colpe più gravi di quelle del sindaco uscente: avrebbero dovuto controllare, fare seria opposizione, render conto ai cittadini di cosa stava succedendo nelle stanze dell'amministrazione. E invece hanno colpevolmente taciuto e hanno fatto i loro affari. A casa!!!

sabato 2 novembre 2013

ABBUFFATE PD IN REGIONE, MEROLA ALL'ATTACCO. ASSORDANTE SILENZIO DI MACCIANTELLI, "PUPILLO" POLITICO DI MONARI

Dal Resto del Carlino riportiamo:

Scandalo Regione, Merola: "Sdegno nel Pd, bisogna tenerne conto"

Inchiesta sulle spese dei gruppi consiliari di viale Aldo Moro, intervengono anche gli assessori regionali. La Marzocchi: "Carta di credito? Utilizzata con morigeratezza". E Mezzetti prende le distanze dalla vicenda

Il sindaco di Bologna Virginio Merola (Fotoschicchi)
Il sindaco di Bologna Virginio Merola (Fotoschicchi)
Bologna, 2 novembre 2013 -  Al di là del problema giudiziario, c’è “un tema etico” e ci sono “comportamenti indivuduali” che “non vanno bene”. Soprattutto dal punto di vista del Pd, che “ha una base molto reattiva a questi temi e bisogna tener conto di questo sdegno”. Alla fine di una settimana di indiscrezioni e polemiche su Marco Monari, capogruppo Pd in Regione, nell’occhio del ciclone per le cene “di rappresentanza” messe in conto a viale Aldo Moro e al centro dell’inchiesta della Procura di Bologna sulle spese dei gruppi consiliari, arriva anche la censura del sindaco di Bologna, Virginio Merola, che nei giorni si era solo limitato a una battuta sulla vicenda (“Mangiavano bene? Eh si’”).
Oggi, invece, Merola mantiene un tono serio e grave.


“Dal punto di vista legale non ci sono neanche gli avvisi di garanzia, ci sono solo molte fughe di notizie- sottolinea il sindaco questa mattina in Comune- quindi questo crea già una situazione insolita”. Dal punto di vista legale, insomma, “può essere anche che non ci sia un reato”. Dal punto di vista morale, invece, “ci sono cose che dovrebbero colpire”, affonda il colpo Merola. Nell’inchiesta sono coinvolti tutti i gruppi, ma “il Pd ha una base molto reattiva a questi temi e bisogna tener conto di questo sdegno- ammonisce il sindaco- dal punto di vista dei comportamenti individuali, non va bene” quanto sta emergendo dall’inchiesta sulla Regione.

Secondo Merola, dunque, al di là della questione giudiziaria “c’è un tema etico” che ha la precedenza.
“Si può anche avere un pranzo, legittimo- ammette il sindaco- ma rispetto alla situazione in cui viviamo, ci vuole maggiore sobrietà e comportamenti individuali piu’ consoni” alla crisi e alle difficoltà economiche con cui le famiglie italiane e anche bolognesi fanno i conti tutti i giorni.

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2013/10/31/974635-regione-noe-beneficenza-cene.shtml

Il silenzio del sindaco di San Lazzaro, Marco Macciantelli, è sempre più assordante e imbarazzante. Chi, come lui, aveva accesso diretto a Monari, della cui amicizia e indiscussa protezione politica godeva e ha sempre goduto, ora tace.
Non dev'essere in effetti facile assistere alla totale caduta in disgrazia del proprio padrino politico, di cui magari sperava di ereditare i consensi per un ingresso in Regione. Invece il Monari deve rispondere delle laute cene pagate con la propria carta di credito. Molti militanti sono indignati e arrabbiati, e il sindaco Merola lo sa bene, tanto da aver deciso di commentare la vicenda. Molti militanti PD si domandano con chi Monari facesse tutte queste cene, spesso solo con 2-3 persone. Forse con amici o colleghi politici, magari molto vicini a lui. Forse con i propri uomini sul territorio. I militanti non ci stanno e pretendono chiarezza. Merola corre ai ripari. Altri, come Macciantelli, preferiscono tacere. Pensando così di fare miglior figura. Forse non è una pensata del tutto sbagliata. Ma i militanti non dimenticano. 

(Nel frattempo, si assiste alle solite uscite mediatiche del Sindaco di San Lazzaro che, dopo aver autorizzato l'apertura di un negozio di droghe furbe a poca distanza dalla chiesa e da una scuola, e dopo aver autorizzato l'apertura di una sala slot a poca distanza da un'altra scuola, ora, con almeno 5 anni di ritardo, si improvvisa guerrigliero del gioco d'azzardo. Forse farebbe meglio a pensare a cosa andare a fare una finito il mandato da sindaco: la cittadinanza preferisce ridere con cose più simpatiche, e non con certe pagliacciate: a proposito delle quali, si legga bene quanto scrive il consigliere della Lista civica Noi Cittadini QUI)