Alcuni lettori ci hanno segnalato un interessante articolo a firma di Giovanni Tizian apparso sul settimanale L'Espresso (da sempre periodico di area vicino alla sinistra e quindi non tacciabile di essere parziale), dal titolo "BOLOGNA LA CORROTTA". Vari passi riguardano San Lazzaro di Savena (l'inchiesta Cipea, che vede indagati tra gli altri anche l'attuale vicepresidente della commissione urbanistica Aldo Noacco, già direttore dei lavori del cantiere Cipea di via Galletta, oltre ai personaggi citati nell'articolo ossia Giancarlo Muratori presidente del Consorzio Cipea e il maresciallo Cucinotta della Guardia di Finanza, già agli arresti domiciliari) e anche altre inchieste (Sant'Orsola, Del Bono e Civis). L'articolo comincia col caso Preziosa, vice questore aggiunto, dirigente del commissariato Santa Viola, già assessore in quota Alleanza Nazionale nella giunta Guazzaloca, ora arrestato per corruzione. Il passo che invece ci interessa e che riportiamo di seguito comincia citando Rossella Poggioli, la pm che si occupa di alcune scottanti inchieste riguardanti il sistema degli appalti e delle cooperative rosse tra cui appunto quella riguardante il caso Cipea:
Non c'è che dire, una immagine edificante della città di Bologna. E - udite udite - di San Lazzaro di Savena, che finisce addirittura sulle cronache nazionali di uno dei settimanali più venduti in Italia. Non c'è male signor sindaco Macciantelli, proprio una bella pubblicità.
“Quei piani urbanistici drogati soltanto per ottenere consensi”
L’autocritica dell’ex assessore
Felicia Bottino: si parlava di riqualificazione e invece si costruiva di
più, varianti su varianti... avrei dovuto dimettermi
di CATERINA GIUSBERTI
«Il settore pubblico in questi anni ha drogato le
imprese costruttrici per un senso di comodo, per avere consenso, per
ottenere voti. Abbiamo fatto piani urbanistici che decantavano
riqualificazione, rigenerazione urbana, poco consumo del territorio. E
invece poi la capacità edificatoria veniva aumentata, si facevano
varianti su varianti. La colpa è di tutti, è anche mia, che alla fine
quelle varianti le approvavo. Avrei dovuto dimettermi, ma ci tenevo
troppo al piano paesistico». Felicia Bottino, architetto, per dieci anni
assessore all’urbanistica della Regione Emilia-Romagna, entra a gamba
tesa nel dibattito sulla riqualificazione mancata della città. Con
un’autocritica, un po’ di (impietosa) memoria storica e qualche
consiglio.
Partiamo
dall’inizio. Dai favolosi anni Ottanta, quando il mercato del mattone
macinava a pieno ritmo e le ruspe scavavano felici. Costruire era facile
e vendere ancor di più, i palazzoni crescevano un po’ ovunque, e non
restavano vuoti. «Io non volevo dirlo — ride la Bottino — , ma la
speculazione è finita perché il mercato è bloccato. Speculare non si può più, anche
volendo». Il riferimento è al collega Mario Cucinella, che nei giorni
scorsi aveva invitato la città a «smetterla con la speculazione». Scelta
ormai forzata, dice la Bottino. «Poi, sulle ricette sono d’accordo con
Mario: bisogna puntare sulla riqualificazione energetica, fare un salto
di qualità, creare piazze, teatri, auditorium. La verità è che in tanti
anni non siamo riusciti a costruire quartieri che abbiano un decimo
della qualità del centro storico: quello, almeno, siamo riusciti a
preservarlo. Ma è possibile che in via Stalingrado non siamo stati
capaci di costruire una piazza?».
Proprio lì, avrebbe dovuto
sorgere un nuovo pezzo di città. L’idea era espandere il quadrante nord
di Bologna verso Ferrara, attorno al nuovo quartiere fieristico e oltre,
secondo la visione di Kenzo Tange. «Io penso che Tange avesse un’idea
di futuro, giusta o sbagliata. E un piano sarebbe servito, piuttosto che
l’espansione a macchia di leopardo poi avvenuta — prosegue la Bottino —
. Fare crescere Bologna verso Ferrara sarebbe stato utile alle due
fiere. Io avrei spostato lì anche la zona universitaria, evitando la
proliferazione di sedi decentrate cui mi opposi. E’ stato uno spreco di
risorse e di soldi».
Permesso dopo permesso, si arriva al piano
regolatore dell’85-89. «Io non ho problemi ora a criticare quel piano —
spiega la Bottino — , perché mossi osservazioni che sono agli atti. Poi
certo faccio autocritica, mi ci metto anch’io. Avrei dovuto dimettermi».
Vi si prevedeva uno scambio mattoneverde, la città compatta, la famosa
fascia boscata che non arrivò mai. «L’idea era che si urbanizzava di più
dentro, ma in cambio si costruiva una zona boschiva lungo la
tangenziale. Solo che l’area boscata non è mai diventata realtà». Si
gettavano le premesse per la speculazione che sarebbe arrivata dopo.
Adesso
a fermare le ruspe ci ha pensato la crisi edilizia, che ha colto le
imprese del settore impreparate. Strano? Niente affatto. «Le ditte
costruttrici non hanno avuto la possibilità di crescere, di inventare
nuove strade, come qualità sono rimaste arretrate. Non sono state
costrette a cambiare, confrontandosi in una competizione europea».
Questo perché «i Comuni, le province volevano avere mano libera». E le
pressioni sull’urbanistica erano (erano?) parecchie. «Me lo ricordo
ancora quando vincolai le aree attorno via Stalingrado... «. Il
consiglio alla fine è doppio. «Riqualificare. A partire dalle scuole,
che erano il nostro fiore all’occhiello». E poi: «Basta con la logica
della variante continua, serve una visione». Quella la cercano entrambe,
politica e urbanistica, una coppia di ferro.
si parlava di riqualificazione e invece si costruiva di
più". Le tante chiacchiere di Macciantelli su presunte riqualificazioni che poi si sono sempre risolte in uno sproporzionato e devastante consumo del territorio (si veda il recente Piano strutturale comunale approvato dalla maggioranza e di cui molti siti internet hanno parlato) confermano che quell'andazzo denunciato dalla Bottino quasi 30 anni più tardi, a San Lazzaro non è mai tramontato.
Chissà se però nel PD locale qualcuno comincerà a capire che Macciantelli con questa sua politica non ha solo creato enormi danni alla città, ma anche al suo stesso partito? A quanto sembra se ne starebbero accorgendo in tanti... Nel frattempo, se dovessero esserci problemi nella maggioranza, è noto che il sindaco può sempre contare sull'aiuto di pezzi dell'opposizione, come è stato per i consiglieri Maurizzi e Noacco, ex Forza Italia, pronti a votare tutte le delibere urbanistiche, o ad astenersi, o a mancare al momento del voto.
Dal sito di Legambiente Medicina riportiamo integralmente:
CONSUMO DI SUOLO A S.LAZZARO 2
Altro
grave lutto per il patrimonio agricolo della nostra provincia: 26
ettari di terreni agricoli soggetti a trasformazione urbanistica in 10
anni di cantieri
Una cementificazione di massa mette a repentaglio il panorama rurale e agricolo della zona di Idice...
Non c’è freno al consumo del suolo, nonostante i ripetuti appelli ed allarmi su questa pratica che riduce sempre piùuna importante risorsa economica, paesaggistica ed ambientale.
Dopoi 720 ettari a rischio per il progetto del Passante Nord
Dopo i 22 ettari di campagna nel Comune di Granarolo destinati ad accogliere il polo sportivo e polifunzionale delFC Bologna
La Giunta Comunale di un altro comune di medie dimensionicome San Lazzaro di Savenaadotta
un piano attuativo che andrà a trasformare con un unico progetto ben 26
ettari di suolo agricolo storico collocati ai piedi delParco RegionaledeiGessi . Senza contare gli altri progetti negli ambiti subito attigui, che in base a vecchie previsioni del PRG, lentamentesaldano il territorio ancora libero (46 ettari totali) in un’unica distesa urbanizzata.
Tutto
questo in un momento in cui la crisi delle vendite degli alloggi tocca
il culmine ed il rischio che i cantieri restino fermi per anni è
assolutamente reale, addirittura comprovato dalla durata decennale dei
termini contrattuali per il completamento dei lavori. Un nuovo quartiere
all’esatto opposto di tutte le pianificazioni urbanistiche delle
amministrazioni precedenti che vedevano nella zonaNord di San Lazzaroil
congruo sviluppo della città intorno alla Mediateca, alla stazione SFM,
al trasporto pubblico diffuso, alle piazze ed al commercio.Un
agglomerato urbano senza storia e senza anima, un corpo estraneo nel
paesaggio , che dovrà far fronte autonomamente ad una serie di servizi
per gli abitanti dei 580 nuovi alloggi previsti, compresa la nuova scuola media, tanto urgentemente invocata,la
cui necessità è messa in dubbio dagli andamenti decrescenti delle
iscrizioni nella scuola già esistente, e che come tutti gli altri
potenziamenti accolti come obiettivi per la qualità della città
pubblica, andrà a puro servizio dei nuovi insediamenti, lasciando ben
poco alla frazione storica di Idice che da tempo immemore chiede in
altrelocalizzazioni interventi di riqualifica e ampliamento dell’esistente.
Allo
stesso modo da tempo altre scuole di San Lazzaro attendono nell’ombra
che si trovino i finanziamenti per mettere mano ad una oramai non
differibile ricostruzione e per le quali è stato già dichiarato che gli
interventi necessari si dovranno sottoporre a “valutazioni e
considerazioni di tipo urbanistico più complesse”, e se
per 9 aule, una mensa ed una palestra ci sono voluti 26 ettari di
territorio, per qualcosa di ancora più complesso non osiamo neppure
pensare quale potrebbe essere la contropartita. Ammesso che si trovi
ancora.
A San Lazzaro accade questo, mentre il sindaco non perde occasione di farsi fotografare e riprendere da stampa e tv nei posti più improbabili, a dimostrazione di quanto gli interessi occuparsi dei reali problemi della città che malauguratamente deve (?) amministrare per ancora un anno scarso. Di certo la finta opposizione del gruppo Pdl in consiglio, con un rinviato a giudizio per vicende urbanistiche (Aldo Noacco) e un signore che di costruzione di palazzine se ne intende (Maurizzi), non ha molto da dire. Anzi, proprio nulla. In quelle condizioni sarebbe difficile in effetti.
Riportiamo di seguito una lettera pubblicata sul periodico Vivere a San Lazzaro, che rispecchia fedelmente lo stato d'animo di moltissimi cittadini che negli anni ci hanno scritto ma la cui protesta è rimasta sempre inascoltata da questo sindaco e dalla sua Amministrazione: Sindaco: con Lei siamo proprio caduti in basso! Non
so come iniziare una lettera aperta al sindaco della mia città che si è
distinto, purtroppo per due mandati, per aver portato una prosperosa
cittadina forse al suo punto più basso. Forse perché al peggio non c’è mai fine. Ho sempre creduto che, indipendentemente dalla corrente politica, per essere un buon sindaco una delle principali caratteristiche sia
conoscere e vivere il territorio. Probabilmente per Lei la nostra
cittadina era solo la prima tappa verso la Riviera Adriatica, ma
qualcuno l’ha proposta come candidato e purtroppo Lei è stato eletto per
due mandati con percentuali superiori al 50% (2004 - 63% e 2009 - 57%):
è stata esaudita la volontà popolare. Ma a volte il “popolo” ha la
memoria corta.Non sono un elettore di sinistra, ma so pensare e valutare
le cose: se fatte con criterio e coscienza, so riconoscerne i meriti a
prescindere dalla corrente. I suoi predecessori (tutti della sua stessa
corrente politica)hanno fatto cose buone e cose meno buone,ma avevano un
merito, vivevano la città e pur compiendo degli errori non sono mai
arrivati a portare San Lazzaro così in basso. La sua giunta è stata
senza ombra di dubbio la più “chiacchierata”, dispensando incarichi a
persone in evidente conflitto di interessi, basta navigare su Internet e
alla voce Cipea e/o Case Gialle esce un quadro più che esauriente. Sul
sito del Comune una delle voci maggiormente ripetute è “Amministrazione
trasparente”, ma questo è chiaramente un ossimoro oppure una battuta
di dubbio gusto. Vengo agli aspetti pratici ed evidenti: • Viabilità -
San Lazzaro è stata trasformata nella città dei semafori, solo sulla via
Emilia dalla rotonda di via Poggi al ponte sul Savena, un tratto di strada di soli 1,3 km conta la bellezza di 6 semafori (in media uno
ogni 210 metri), per cui nelle ore di punta chi ha la fortuna di vivere
e lavorare in quel tratto di strada è sottoposto quotidianamente a un
trattamento polmonare che nemmeno nelle miniere carbonifere di inizio
secolo. Trovare una soluzione per diluire il traffico su altre
direttrici più decentrate era troppo difficile?
• POC - o piano regolatore. Qui la sua amministrazione si è distinta per un clamoroso conflitto
di interessi che ha portato alcuni cittadini, esasperati dalla
situazione,a interessare l’ex segretario nazionale del Pd, Bersani.
Questo conflitto di interessi ha interessato anche la magistratura
ordinaria e le forze dell’ordine con i cantieri del CIPEA e delle
cosiddette Case Gialle. • Non mi soffermo sulle spese per le consulenze poiché non in grado di sostenere una critica costruttiva e/o ironica. Ci sarebbe poi anche il problema delle frazioni, realtà abbandonate a se stesse e che nemmeno il “tour delle frazioni” ha risolto: i problemi sono rimasti e i residenti pure, sempre però con gli stessi problemi. Spero che per lei sia stata una bella ed esauriente esperienza perché per gran parte dei sanlazzaresi, se ricorda nel 2009 erano il 57%, ora sono sicuro molti di meno, così non è stato. Concludo questa mia lettera aperta, scusandomi di averle fatto perdere tempo prezioso ma allo stesso tempo ormai stanco di essere amministrato da lei e dalla sua giunta. Un residente o se preferisce un suo suddito purtroppo, ma ancora per poco. Gabriele Scalorbi
PS. La lettera non ha evidentemente bisogno di ulteriori commenti. Chissà se il sindaco la qualificherà come "pretestuosa polemica"?
Leggendo l'albo pretorio online, ossia il luogo virtuale in cui il Comune è obbligato a depositare per un certo periodo di tempo tutti i suoi atti, ci si avvede di una stranezza. Al link in questione http://sanlazzaro.e-pal.it/albopretorio/albopretorio/Main.do?MVPG=AmvAlboDettaglio&id=2673775 dovrebbe essere visibile l'atto di cui all'oggetto della delibera, ossia - sempre stando a quanto si legge sull'albo pretorio - "PRELEVAMENTO DAL FONDO DI RISERVA PER GLI ESERCIZI FINANZIARI 2013, 2014
E 2015 E ASSEGNAZIONE RISORSE AI DIRIGENTI COMPETENTI. AUTORIZZAZIONE
ALL`UTILIZZO DELLE PROCEDURE DI SPESA AI SENSI DELL`ART. 6 DEL
REGOLAMENTO COMUNALE DEI CONTRATTI E DI FORNITURA DI BENI E SERVIZI" La stranezza sta nel fatto che, aprendo il file contenente la delibera, si trova tutt'altro. Si trova invece una delibera di questo tenore:
ATTO N. 95 del 06/06/2013
OGGETTO: APPROVAZIONE
CONTRATTO DI SERVIZIO TRA IL COMUNE DI
SAN LAZZARO DI SAVENA E SUSTENIA S.R.L., PER L'ESECUZUINE DEL SERVIZIO PER LA LOTTA CONTRO GLI
ORGANISMI DANNOSI E MOLESTI DI INTERESSE CIVILE E PER L'ESECUZIONE DEL SERVIZIO
DI MONITORAGGIO DELLA QUALITÀ DELL'ARIA CON LA QUALIFICAZIONE E
QUANTIFICAZIONE DEI POLLINI E ALTRI PARTICOLATI PRESENTI IN ATMOSFERA.
Ora, a parte gli errori che fanno sorridere, sarebbe buona cosa far conoscere esattamente ai cittadini nel dettaglio le delibere con le quali si dispongono prelevamenti dal fondo di riserva, al quale, lo ricordiamo, si può attingere solo in casi eccezionali.
In molti ricordano come, sempre nel pieno dell'estate, il Sindaco e la sua Giunta (con eccezioni particolari quali il vicesindaco Archetti) disposero incarichi a studi legali per predisporre eventuali azioni contro social network ritenuti dallo stesso Sindaco particolarmente "fastidiosi" (in altre occasioni egli parlò di blog "col burqua" e di blog "come latrine": il giornale locale del PD a quanto pare utilizza gli stessi metodi che il sindaco critica, e QUI il consigliere della lista civica Bertuzzi lo dimostra), prelevando proprio dal fondo di riserva le risorse per pagare gli studi legali incaricati. A suo tempo l'opposizione rilevò che il fondo di riserva serve per far fronte a situazioni eccezionali, come anche l'aiuto a persone in difficoltà: il pagare studi legali per agire contro alcuni siti internet sgraditi all'amministrazione comunale non sembrava una situazione di questo tipo.
Siccome il sindaco si riempie sempre la bocca di parole quali "la buona amministrazione", "trasparenza", "le buone cose", non vorremmo - in molti ne sono ormai convinti - che egli in realtà pensasse ad altre realtà al di fuori di San Lazzaro. Lo invitiamo pertanto a indicare la delibera giusta in questione senza tanti giochini di parole dei quali la cittadinanza (e buona parte del suo partito, a quanto pare) è ampiamente stufa.
N.B. Ancora al giorno 16 luglio la delibera visibile sull'albo pretorio online è quella segnalata qui sopra, che a quanto pare non è quella relativa al prelevamento dal fondo di riserva. Il 16 luglio è l'ultimo giorno utile per far conoscere ai cittadini per quali motivi e a quanto ammonta il prelievo disposto dalla giunta, e ancora non è dato sapere nulla.
...il resto del detto è ben noto, anche ai cittadini di San Lazzaro di Savena. Nelle ultime settimane si assiste al ritorno ad una sovraesposizione mediatica del sindaco Macciantelli come non si vedeva da tempo. E' di pochi giorni fa un roboante quanto inutile tentativo da parte del primo cittadino di enfatizzare quelli che a suo dire sarebbero i grandi risultati del commercio a San Lazzaro, grazie a lui ovviamente. Peccato che i dati lo smentiscano da anni, dati che egli si ostina a non voler leggere o peggio ancora ad ignorare. Due anni fa ne parlavamo proprio QUI. Grande distribuzione privilegiata, la nuova Coop sorta su un terreno acquistato a poco prezzo e valutato su una perizia del 2004. Continue aperture di sportelli bancari, e negozi di vicinato sempre più in difficoltà tanto da chiudere a raffica. Ma il Sindaco magnifica se stesso. Nel suo partito quel che prima veniva sussurrato a mezza bocca ora viene detto sempre più apertamente, a proposito di questo spazio mediatico che non ha eguali nel resto della provincia, e con sindaci del PD ben più all'altezza: questa sovraesposizione sarebbe dovuta all'enorme affanno del primo cittadino di mostrare i suoi presunti grandi risultati amministrativi per la sua candidatura alla segreteria provinciale del PD, che funga da trampolino per un salto (da lui auspicato) al Parlamento Europeo nel 2014. Peccato che i risultati ci siano, ma siano disastrosi. Basta rileggersi a ritroso le vicende raccontate con dovizia di particolari su questo blog per rendersene conto. Dalla vicenda delle "case gialle" ereditata dalla giunta precedente con strascichi giudiziari (non ancora chiusi: se n'è parlato anche in altri siti e lo abbiamo riportato QUI) alla vicenda dei rifiuti tossici (la stampa e il nostro blog se ne sono occupati a più riprese: QUI un articolo, ma non è l'unico: QUA un altro, e QUI un breve pezzo in cui si segnalava che l'ex sindaco di Bologna Flavio Delbono si era dimesso per molto meno), a quella di abusi edilizi di vario genere, come quello raccontato QUI ). Per non parlare di tutta la vicenda connessa al cantiere Cipea di Via Galletta, già oggetto di sequestro da parte della Squadra Mobile di Bologna e che vede tutt'ora coinvolto e rinviato a giudizio il consigliere del gruppo Pdl Aldo Noacco: QUI un articolo ma ovviamente non l'unico: eccone UN ALTRO a titolo di esempio. L'allora deputato Fli Enzo Raisi presentò due tremende interpellanze parlamentari sul punto: ecco la più significativa. Per quanto riguarda la questione dell'edilizia convenzionata, di cui Cipea e "case gialle" sarebbero, secondo molti, la punta di un iceberg-sistema collaudato, esiste una documentazione, secondo alcuni colleghi di partito del sindaco, imbarazzante: documentazione riportata dal sito Affaritaliani a questo link. Per non parlare della gestione del Civis, prima cavalcato in tutte le salse e ora archiviato con enorme imbarazzo. Ma intanto la viabilità e le strade della città ne escono devastate e i segni resteranno lì per chissà quanto ancora. Una menzione merita anche l'annosa vicenda Agripolis, di cui abbiamo riportato la sentenza integrale. Da ultimo abbiamo la colata di cemento su Idice, di cui s'è parlato, questa volta anche a ETV, tale e tanta era l'indignazione della cittadinanza, che il sindaco ha liquidato come "prove tecniche di campagna elettorale". Già: qualsiasi cosa gli si faccia notare, egli la liquiderà sempre come "propaganda elettorale". Del resto, la sua è stata una gigantesca campagna elettorale, durata 10 anni e con esiti disastrosi: per la rielezione perse 2000 voti corrispondenti a un 7% in meno (mentre in altri Comuni, sindaci del Pd aumentavano i propri consensi, come ad esempio a Casalecchio). E disastrosi soprattutto per la città, come si può vedere sfogliando la storia locale di questi 9 anni. Nel suo partito, si diceva, sono sempre di più coloro che non lo sopportano: il sindaco di Bologna Merola ha dato spazio a questi malumori con l'attacco all'ordinanza antifumo (altra "bolla" mediatica ad effetto). Macciantelli si riprende spazio per pubblicizzare i lavori alla stazione ferroviaria metropolitana che giaceva dal 2009, anno in cui il nostro la inaugurava (sotto la campagna elettorale per la riconferma al secondo mandato) in pompa magna senza parcheggi e senza servizi. Oggi ci dice che, dopo più di 4 anni, questi servizi starebbero arrivando. Troppa grazia. La campagna elettorale durerà un altro anno. Ormai i cittadini sono rassegnati. Un po' meno, forse, i tesserati PD che dovranno scegliere il loro segretario. Di certo, voci autorevoli del suo partito si sono già levate e non sono state così amichevoli: QUI un piccolo sunto. Una cosa è certa: se nel 2009, con la esposizione mediatica senza precedenti che lo contraddisinse, perse 2000 voti, non è facile pensare che stavolta possa essere più fortunato per i suoi futuri progetti. Chi vivrà, vedrà.
Il Corriere della Sera edizione di Bologna ha dato spazio pochi giorni fa alla dura polemica tra Macciantelli e moltissimi cittadini, riunitisi in comitati, a proposito di quella che è stata ribattezzata la "colata" di cemento che a breve devasterà la frazione di Idice. Al link qui sotto si trova una sua esemplificazione elaborata dal sito della lista civica Noi Cittadini.
LA COLATA: IL 4 GIUGNO ALLE ORE 18 I CITTADINI DI SAN LAZZARO SI RITROVANO IN PIAZZA BRACCI PER DIRE CHE NON CI STANNO. QUI l'articolo del Corriere.
Resta poco da aggiungere: questo blog si occupa da anni di vicende come questa, che hanno contraddistinto i due mandati del Sindaco in carica, il futuro politico del quale, nonostante egli si sia prodigato in tutti i modi (e la "colata" ne è un esempio lampante), appare sempre più oscuro e incerto. Già signor Sindaco, si potrà apparire in continuazione su stampa e tv locali, si potranno addirittura scrivere articoli a cadenza settimanale, ma alla fine di tutto, gli atti compiuti in 10 anni di mandato pesano come macigni, e sono lì sotto gli occhi di tutti (a partire dai propri colleghi di partito).