giovedì 24 novembre 2011
IRISBUS CHIEDE MAXIRISARCIMENTO AL COMUNE DI SAN LAZZARO
Inzialmente era giunta al Corriere della Sera la notizia che Irisbus e CCC volessero chiedere i danni con una richiesta di maxirisarcimento diretta alla regione Emilia-Romagna e ai Comuni di Bologna e San Lazzaro. Pare però che il CCC si stia sfilando da tale iniziativa; al momento il suo presidente resta indagato dalla magistratura sempre nell'inchiesta Civis.
La pagina di cronaca sanlazzarese sul Carlino però non riferisce di questa questione bensì dell'avviso dato dal Sindaco a chi non spalerà la neve che dovesse ingombrare i marciapiedi di San Lazzaro: multe salate a chi non spala, da 25 a 150 euro. Eh già, nelle precedenti nevicate i cittadini hanno assistito a ridicole dichiarazioni del tipo "i mezzi spazzaneve hanno la batteria scarica" e cose del genere. Almeno con l'annuncio di una bella multa si sistema tutto.
L'opposizione tace su tutta la linea, sia sul Civis, sia sulla trovata della multa ai cittadini che non si armano di pala. Tra chi è impegnato a difendersi da grane giudiziarie sempre più incombenti e chi si preoccupa di assicurare alla Conad la tutela dei propri interessi, evidentemente manca il tempo materiale per pensare alle questioni della città. Chissà cosa dirà invece il Sindaco ai legali di Irisbus che chiedono ingenti somme di danaro come risarcimento per questa assurda vicenda. Richieste di danni alle quali potrebbero aggiungersi quelle di cittadini anziani che hanno subito rovinose cadute per aver inciampato sulle banchine del Civis presenti sulla via Emilia o sulla via Kennedy.
martedì 1 novembre 2011
CIVIS E CONAD, MACCIANTELLI SI BARCAMENA
Non pago, il signor Sindaco ha detto la sua anche sul Civis, questo fallimento totale dal quale prende le distanze. Peccato che per anni tutti i cittadini lo abbiano visto farsi fotografare alla guida del mezzo, quasi a simbolo del buon funzionamento della sua Amministrazione. Invece questo stop ormai totale al Civis, e la notizia che il Ministero delle Infrastrutture non ha alcuna intenzione a continuare a finanziarlo, dovrebbe indurre l'onnipresente Sindaco a riflettere. Secondo molti cittadini questo flop totale del Civis da lui sempre cavalcato è un po' il simbolo del suo doppio mandato amministrativo. Grandi pubblicità, paginate continue sulla stampa locale, e poi...fine ingloriosa.
Sul giornalino del PD locale si legge anche del trasferimento dei servizi chirurgici dal Bellaria al Maggiore, con conseguente smantellamento del polo chirurgico-oncologico del Bellaria. Si è svolta all'ARCI Bellaria poco tempo fa un'assemblea pubblica, alla quale era presente anche il Sindaco, contestato dalla gran parte dei presenti. Peccato per il Sindaco che quella non fosse un'assemblea del PDL, ma era strapiena di cittadini che lo avevano votato. E si sono potuti render conto, sebbene la stampa locale abbia completamento silenziato la vicenda, di quale sia stato l'impegno del Sindaco per evitare lo smantellamento del polo oncologico del Bellaria: zero assoluto. Una figuraccia dietro l'altra per il povero Sindaco di San Lazzaro. A risollevarsi non lo aiuterà molto l'apertura della nuova Conad, propagandata sul giornalino del PD, vicenda questa che vede una probabile compartecipazione di personaggi non propriamente della maggioranza, che, così sembra, avrebbero aiutato a gestire la questione del trasferimento della Coop dando supporto paralegale. Anni fa l'allora capogruppo di FI Maurizzi denunciò la questione poco chiara del trasferimento della nuova Coop, e la consigliera Viviana Raisi fece presente che il terreno della nuova Coop era stato acquistato ad un prezzo basato su di una perizia di diversi anni addietro. Non è chiaro poi come mai la Conad sia subentrata alla vecchia Coop. Chi ha fornito assistenza legale per questa vicenda forse potrebbe dirci di più. Qualcuno rischierebbe di appannare la sua immagine di ex candidata sindaco.
venerdì 7 ottobre 2011
VILLA CICOGNA ATTO II
Con queste parole si apre - o si chiude? - l'atto II di questa che i cittadini sanlazzaresi non sanno più se definire farsa o tragicommedia. Nell'articolo si dà conto di come appena un anno fa il sindaco annunciava che Villa Cicogna sarebbe diventata un bene pubblico, salvo poi precisare all'ultima assemblea pubblica di frazione che «la cerimonia si riferiva solo al godimento pubblico del bene e non al passaggio di proprietà».
Già, perché notoriamente i cittadini conoscono la sottile differenza tra godimento di un bene privato concesso al pubblico e titolarità del bene medesimo. Soprattutto i cittadini si rendono conto di cosa ciò significhi qualora, come guardacaso è successo, il privato che prende in gestione il bene fallisce, lasciando così incompiuti tutta una serie di lavori e di adempimenti previsti dalla convenzione stipulata col Comune. Tanto che per mesi si è avuta un'erbaccia alta da far concorrenza alla foresta amazzonica (ma il Sindaco in effetti aveva detto che si trattava dei "giardini Margherita" di San Lazzaro di Savena, gliene va dato atto) e si poteva leggere quasi quotidianamente la costante lamentazione di Macciantelli sul fatto che non si potevano tagliare le erbacce "per colpa del patto di stabilità". Salvo poi apprendere quasi per caso in pieno agosto che lo stesso Macciantelli decideva con l'assenso di nemmeno tutta la Giunta (assenza pesante quella del vicesindaco Archetti) di deliberare un incarico ad uno studio legale per verificare le possibilità di intraprendere azioni legali contro "blog" critici verso l'operato dell'Amministrazione. E per fare ciò si decideva di prelevare 3.000 euro dal Fondo di riserva, vincolati a specifiche faccende urgenti, e di metterne a bilancio altri 3.400, per un totale di 6.400 euro. Meno male che era colpa del patto di stabilità. E meno male che ora all'interno di villa cicogna c'è un enorme albergo, chiuso, che ha devastato buona parte del parco. Tutto ciò evidentemente corrisponde al concetto di "riqualificazione" enunciato sulla stampa.
Dalla sottile distinzione operata dal Sindaco chissà se i cittadini si accorgono che se non c'è contratto definitivo a favore del Comune, il fallimento se lo riprende indietro? Evidentemente i signori Macciantelli e Schippa sono esperti di questioni fallimentari, dato che sono così sicuri che "qualsiasi futuro acquirente dovrà rispettare le convenzioni stipulate col Comune". Chissà l'assessore Schippa a cosa si riferisce con questo suo assunto. Il curatore fallimentare ha bloccato tutti i lavori e il passaggio di proprietà della Villa al Comune. E potrà revocare tutte le convenzioni stipulate col Comune. Non è dato sapere se Schippa pensava a convenzioni del tipo di quelle urbanistiche, stipulate con costruttori e che avrebbero dato luogo, secondo l'interpellanza parlamentare presentata dall'On. Raisi e riportata in questo sito, a contratti finti d'appalto depositati in Comune. Quelle convenzioni in effetti, seppur fonte di contratti di quel tipo, che avrebbero consentito la fissazione dolosa di prezzo iniziale cessione alloggi che a sua volta ha dato luogo, sempre stando all'interpellanza di Enzo Raisi, a contributi regionali non dovuti, sono tutt'ora vigenti. In effetti il Comune certe convenzioni le rispetta rigorosamente e anche le sue controparti.
venerdì 23 settembre 2011
I PUNTELLI DELLA MAGGIORANZA
Dal sito "Noi cittadini" pubblichiamo:
Ancora sui passi carrai, dopo Maurizzi il fenomenale Noacco
Leggi la delibera, alla fine l'esito delle votazioni, oppure ascolta la seduta (la discussione sui passi carrai parte dal minuto 28:33 e termina al minuto 1:26:10.
Per rinfrescare la memoria, gli emendamenti proposti prevedevano: di applicare il canone solo a fronte di una effettiva richiesta di “passo carraio”, di applicare il canone in ragione del 50% del canone base (33,78 €), di applicarlo con effetto dall’anno 2012.
Emendamenti quindi che mitigavano sensibilmente gli effetti sulle tasche dei cittadini e che, spostando l’applicazione all’anno prossimo, consentivano agli uffici comunali ed ai cittadini di poter verificare attentamente su quali accessi dovesse essere applicato il canone stesso, emendamenti bocciati e quindi ora ci ritroviamo con il canone più alto d’Italia (tristissimo primato) e con gli uffici subissati da richieste di cancellazione, lamentele e critiche, con la nostra nuova mozione, che verrà discussa in Consiglio il prossimo 27 settembre diamo una ulteriore possibilità, sia ai partiti che sostengono questa giunta (PD, PSI, IDV e SEL) ma anche a quella parte del PdL che si era distratta la volta precedente, di poter rivedere e rendere più equo questo nuovo balzello, del quale tra l’altro non se ne sentiva il bisogno.
http://sanlazzaroxnoi.ning.com/profiles/blogs/ancora-sui-passi-carrai-dopo-maurizi-il-fenomenale-noacco?xg_source=facebook
domenica 18 settembre 2011
Le vie legali contro l'informazione sgradita
Dal sito del Movimento 5 stelle Emilia-Romagna:
Il sottile confine fra censura e tutela.
Il PD di San Lazzaro di Savena (BO) imbocca la strada indicata dal segretario Pier Luigi Bersani, cioè passare alle vie legali contro l'informazione sgradita, ma diversamente da quanto suggerito dal capo - invece di proporre un'azione finanziata dagli iscritti (e pagata dal partito) preleva 6.240,00 euro dalle casse comunali per pagare una consulenza legale. Non solo: dato che i soldi disponibili a bilancio non sono sufficienti a coprire l'intera spesa, 3.000 € provengono dal "fondo di riserva" un fondo che dovrebbe essere utilizzato "nei casi in cui si verifichino esigenze straordinarie di bilancio", come dice il Testo Unico degli enti locali.
Un'altra differenza, tra l'iniziativa ventilata dal segretario nazionale e quella del Sindaco, sta nell'individuazione del bersaglio: mentre infatti Bersani se la prende con Libero e Il Giornale; Marco Macciantelli rimane nel generico e giustifica la sua iniziativa con il fatto che l'Amministrazione comunale sarebbe stata "oggetto di azioni e attività finalizzate a gettare un generale discredito sull'Amministrazione comunale e sull'operato dei suoi rappresentanti" senza indicare chi e soprattutto in quali casi si sia verificato che "il contenuto di tali azioni pare eccedere il legittimo diritto di critica" così come riporta la Determinazione che individua lo studio legale incaricato (determina tra l'altro non recuperabile dall'Albo pretorio on-line dell'amministrazione...).
Insomma il sapore è proprio quello di un atto intimidatorio nei confronti di quegli organi di informazione che si permettono di criticare l'operato dell'Amministrazione che in quel comune, tra stampa, blog, e gruppi Facebook, sono più di uno.
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/08/il-sottile-confine-fra-censura-e-tutela.html
venerdì 16 settembre 2011
TENTATIVI DI HACKERAGGIO
NON SAPPIAMO CHI SI NASCONDA DIETRO A QUESTI TENTATIVI MA DI SICURO ANDREMO AVANTI COME ABBIAMO SEMPRE FATTO, CERTI DI GODERE DELLA FIDUCIA DI TANTISSIMI AMICI E CITTADINI SANLAZZARESI.
La Redazione di San Lazzaro News Magazine
mercoledì 14 settembre 2011
Lacrime di coccodrillo
giovedì 8 settembre 2011
Parola magica: riqualificazione
Riqualificare. Una parola che racchiude tutto e niente, all'insegna della quale ogni cosa diventa possibile. E così le colate di cemento, le tante case poi rimaste sfitte e costruite in edilizia convenzionata, quell'edilizia che piace tanto al Comune di San Lazzaro, tutto ciò diventa possibile. Come anche fare scempio di un parco pubblico per costruirvi una scuola dentro. Tutto all'insegna della riqulificazione. Ora si leggono sui giornali cose fantastiche: una piazza coperta nel cortile del Comune, percorsi casa-scuola da riqualificare, razionalizzare la sosta (i cittadini erano rimasti all'annuncio dell'introduzione selvaggia del parcometro lungo tutte le strade comunali trafficate, chissà se anche questa era una riqualificazione annunciata senza attenersi allo style politically and riqualification's correct ), realizzare nuovi percorsi ciclopedonali (Rio Pollo: un ricettacolo di insetti e di fango sotto alle banchine), forse anche sfalciare i prati dei giardini Margherita del 2000. Forse anche le case costruite su cumuli di rifiuti tossici potrebbero rientrare sotto la voce "riqualificazione" (non si sa però se essa vada attribuita ai rifiuti o alle case). Chissà se il Comune intende riqualificare anche le voci critiche verso l'Amministrazione. La delibera agostana che aveva previsto un prelievo di 3.000 euro dal Fondo di Riserva per procedere a verifiche che sfociassero eventualmente in azioni legali contro voci dissenzienti dalla Giunta e dalla Maggioranza (compresi quei consiglieri del PDL proni alla Giunta) pareva orientato anch'esso verso questo stile riqualificatorio. Non si sa ora che ne sia di tale delibera, se essa sia sospesa o meno. Voci di corridoio la danno per tale. In ogni caso: riqualificate, riqualificate signori, qualcosa resterà...
giovedì 1 settembre 2011
108.000 EURO DI CONTRIBUTI REGIONALI PER LA EX CAVA "PRETE SANTO"
- Di approvare, a parziale modifica dello schema approvato con precedente Deliberazione n. 68/2011, il nuovo schema di convenzione tra il Comune di San Lazzaro di Savena e la Regione Emilia-Romagna per il completamento delle indagini, la realizzazione di un progetto di fattibilità di messa in sicurezza e per la riattivazione del monitoraggio geologico dell’area ex cava Prete Santo;
- di dare atto che la Convenzione allegata integra e sostituisce la precedente, approvata con deliberazione n. 68/2011;
- di rimandare a successivi atti della Dirigente dell’Area Gestione del Territorio la sottoscrizione della convenzione, conferendogli mandato ad inserire, fatta salva la sostanza del negozio così come risulta configurato nel presente provvedimento, tutte le integrazioni e precisazioni che si rendessero necessarie e utili;
- di dare atto che dal presente provvedimento non discendono spese per l’Ente se non quelle già previste dalla richiamata Delibera n. 68/2011.
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Attività
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Costo
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a)Indagini
geognostiche e geofisiche
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sondaggio a carotaggio continuo alla profondità
indicativa di 70 m per la verifica delle condizioni di alterazione e degrado
delle pozioni allagate (2° e 3° livello) e campionamento materiale
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indagine radar e/o elettriche per la presenza
di vuoti per la verifica delle condizioni di alterazione e fratturazione del
gesso
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18.000,00 €
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b) Prove
sperimentali e analisi sul degrado
-
completamento prove di resistenza a
compressione sul materiale intatto
-
completamento prove di resistenza a
compressione sul materiale degradato con diversi tempi e differenti
condizioni di flusso
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prove di degrado in sito
-
prove di creep a differenti livelli di carico
su provini in corso di degradazione
-
analisi sulla degradazione dei pilastri in base
all’evoluzione dei processi in atmosfera umida
-
analisi sulla degradazione e stima dei tempi di
collasso per i provini in acqua in assenza di sconfinamento
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18.000,00 €
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c) Studi,
progetti e studio di fattibilità per la messa in sicurezza
-
progetto delle
indagini geognostiche e geofisiche;
-
rilievi topografici ed idrogeologici di
dettaglio
-
analisi geomeccaniche di dettaglio sui pilastri
critici
-
rilievi di dettaglio del livello intermedio
parzialmente allagato
-
completamento degli studi geologici ed
idrogeologici e stesura relazione conclusiva
-
verifiche di
dettaglio sulle modalità di degrado del gesso, con particolare riferimento
alla differente azione delle acque sui cristalli e nella matrice
intracristallina;
-
studio di fattibilità delle opere di messa in
sicurezza con relazione illustrativa
delle analisi effettuate, delle soluzioni progettuali valutate e della
soluzione proposta, elaborati grafici e stima dei costi di intervento
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24.000,00 €
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d) progettazione esecutiva delle opere
urgenti e indifferibili per la messa in sicurezza della ex cava
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48.000,00 €
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lunedì 29 agosto 2011
Sistema "Sesto San Giovanni"... sistema più ampio?
"Penati è solo una pedina di un sistema più ampio"
Gasparri (Pdl) attacca i Democratici sulle presunte tangenti a Sesto San Giovanni: "Esiste un sistema di corruzione strutturale al partito". E Veltroni lo querela.
- Area Falck, il Gip respinge la richiesta di arresto per Penati
- Area Falck, Penati: "Mi autosospendo dal Pd"
«Mi querela? Ora vede cosa gli rispondo io a Veltroni». Mentre siamo al telefono con Maurizio Gasparri le agenzie battono la notizia di una querela che l'ex sindaco di Roma avrebbe indetto nei suoi confronti per una dichiarazione sul caso Penati. Il presidente dei senatori del Pdl non la prende bene, ma non intende indietreggiare di un passo.
Senatore Gasparri cosa ha fatto arrabbiare così tanto Veltroni? «Io ho fatto un'affermazione storica, incontestabile. Ho detto che il partito di Veltroni, l'allora Pds, ha incassato parte delle tangenti Enimont. È una cosa accertatissima. Veltroni è forse in grado di affermare che il suo partito non incassò tangenti nella vicenda Enimont? E lui a quel tempo non era già da anni nel gruppo di vertice del Pds, come prima del Pci e poi dei Ds e quindi del Pd? Magari non ha usato quei soldi per uso personale ma faceva parte del gruppo dirigente dei Ds così come D'Alema, Occhetto, Fassino».
Cosa c'entra questo con la vicenda Penati? «C'entra. C'entra eccome. Allora Antonio Di Pietro in versione magistrato, per il quale valeva la formula che un segretario di partito "non poteva non sapere" delle tangenti, decise di salvare la Sinistra. Adesso è stato il Gip di Monza decidendo di declassare la concussione a corruzione, nonostante il parere contrario dei pubblici ministeri, a salvarla».
Il Gip ha "salvato" Penati, non la Sinistra... «È uguale. È sempre la stessa storia da allora, dalle tangenti Enimont. È sempre stato così. Prima l'oro di Mosca, poi la vicenda Greganti. L'ex tesoriere del Pci si prese tutte le colpe, ma crede che tutti quei soldi fossero per lui? Servivano a finanziare il partito. Ed è così anche per Penati. Parliamo di cifre enormi. Erano per i Ds locali e poi, credo, data la quantità di denaro di cui stiamo parlando per il partito a livello nazionale».
E adesso Bersani? «Bersani dovrebbe ammettere di avere delle responsabilità. Penati era il suo braccio destro. È arrivato lì per capacità politica (per altro non eccelsa) o perché era un uomo di fiducia? Un Greganti in salsa contemporanea, insomma? Il problema è che è il sistema ad essere marcio».
In che senso? «Il sistema è corrotto. Perché non si parla mai dei voli di D'Alema sulla tratta Roma-Elba creata dai suoi uomini piazzati nelle aziende che gestiscono queste concessioni e se invece Verdini va a pranzo con degli amici inventa la P3? Bersani queste cose le sa, mica è Alice nel paese delle meraviglie come Veltroni!».
Sono accuse gravi... «L'illegalità è riferita al partito, nella migliore - si fa per dire - tradizione del Pci. E poi... un ladro è un ladro. Potrebbe accadere anche all'interno del nostro partito. Uno lo individua, lo allontana e aspetta che la giustizia faccia il suo corso. Altro conto è un partito ladro. È ben più grave. È l'illegalità come struttura di partito. È un'ombra inquietante che circonda il gruppo dei Ds prima e poi del Pds e del Pd. E si arrabbiano pure! Non è per arricchimento personale, dicono. Bè, ma a me non sembra un'esimente. Piuttosto un'aggravante».
Torniamo a Penati. I pm di Monza ritengono che "la vittoria del centrosinistra alla recenti elezioni amministrative ampli il rischio di reiterazione del delitto"... «Gli arresti preventivi si chiedono per evitare la reiterazione del reato, l'inquinamento di prove e il pericolo di fuga di chi è imputato. Ora Penati non mi sembra tipo da fuggire, ma stando a quello che ho letto il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove è concreto. Mi meraviglio perché ci sono arresti preventivi a go-go per casi meno gravi... Solo che anche questa volta è scattata la clausola di protezione giudiziaria che alcune toghe riservano al principale partito della Sinistra».
Nadia Pietrafitta
29/08/2011