domenica 21 ottobre 2012
A QUANDO UN MOUMENTO AI MARTIRI DELLA MALAPOLITICA?
Omer diventa anche costruttore edile ed edifica una palazzina in via Torreggiani, acquistata dal precedente proprietario che pare non avesse mai avuto autorizzazione a edificare. Ma arriva il nostro e, zac! gli ostacoli cadono, la palazzina viene eretta. I maligni hanno collegato la sempre più debole opposizione del gruppo Forza Italia a quel momento. Debole opposizione che viene certificata sul periodico Vivere a San Lazzaro il cui direttore, Gianni Marchesini, viene apostrofato pesantemente dal Maurizzi, pubblicamente, la sera dei risultati del voto amministrativo del 2009. Marchesini certificherà nuovamente come l'opposizione dell'Omer, quantomeno durante il primo mandato Macciantelli, sia stata sostanzialmente solo di carattere formale, e come al momento di voti strategici (Piano Strutturale Comunale, voto per la Commissione d'inchiesta sugli abusi nelle "case gialle", Regolamento Urbanistico Edilizio, ma già durante il mandato Bacchiocchi, per l'edificazione dentro il parco di Villa Cicogna) il Nostro sia sempre figurato assente, o astenuto, oppure non votante.
Ma il Maurizzi non ci sta e ribatte piuttosto irritato. Non solo: prende le difese di Aldo Noacco, rinviato a giudizio nella vicenda, nota alle cronache, del cantiere Cipea di via Galletta (30-40 appartamenti in edilizia convenzionata comunale). Noacco è collega di partito di Omer sin dall'inizio della c.d. "avventura" di Forza Italia, è architetto e accetta incarichi per conto dell'ente pubblico ma poi in consiglio comunale fa "opposizione". Maurizzi convocherà una conferenza stampa, con Noacco indagato presente, pretendendo dai vertici del suo partito, il PDL, che si scusino con Noacco per avergli chiesto di farsi da parte in quanto l'immagine di un consigliere di opposizione, che funge da stampella al Comune e al partito di maggioranza (che su tutta la vicenda stranamente ha taciuto), non è proprio edificante.
Il Maurizzi, da fedelissimo scudiero della ex coordinatrice regionale forzista Isabella Bertolini, passa alla parrocchia ex AN e diventa un fedelissimo al servizio di Galeazzo Bignami nella corsa di quest'ultimo al consiglio regionale nel 2010. Non si sa che ne sarà di queste sigle alle prossime elezioni, quel che è certo è che il panorama politico locale, tra maggioranza e opposizione, appare sempre più come in un vecchio film dove gli attori recitano la stessa parte senza accorgersi che attorno a loro sta per arrivare un tornado. Nel frattempo ogni iniziativa è buona per stringersi la mano e cantarsi addosso quanto si è belli e quanto si è bravi, dopo che si è lasciato che una città fosse scempiata da edificazioni inutili e dannose, dopo che famiglie sono state perseguitate per anni, dopo che chi doveva svolgere un ruolo di controllo ha preferito chiudere gli occhi ed erigere le sue palazzine o gestire le sue pompe di benzina. Se qualcuno ha una coscienza, anche se prenderà i suoi miseri 230 voti, a questa prima o poi dovrà rispondere.
giovedì 11 ottobre 2012
FUSIONE HERA-ACEGAS, NOACCO VOTA A FAVORE
mercoledì 26 settembre 2012
ALFANO: BASTA INDAGATI NEL PDL. GUAI PER ALDO NOACCO
lunedì 10 settembre 2012
SAN LAZZARO DI SAVENA CITTADINA TRANQUILLA...
Questa è ormai la sicurezza a San Lazzaro di Savena. Avvertimento mafioso o di altro tipo? Al momento non è dato sapere di più.
Si sa soltanto che il Sindaco Macciantelli è impegnato a pieno ritmo a presenziare alla Festa dell'Unità di Bologna, della quale sarebbe "organizzatore politico" (le polemiche sui mancati inviti ad autorevoli personalità del suo stesso partito non sono infatti mancate). Questo rinnovato presenzialismo del primo cittadino sarebbe ascrivibile, secondo i meglio informati, alla permanente campagna elettorale che lo vede impegnato a garantirsi un posto in Regione se non addirittura alle elezioni politiche del 2013. Impegno che ovviamente deve essere pieno e totale, in quanto i posti fanno gola a tanti altri suoi colleghi di partito, che partono da posizioni di vantaggio e non hanno all'attivo una collezione infinita di figuracce amministrative e politiche, comprese indagini che sin dall'inizio del suo mandato caratterizzano la sua Amministrazione (si ricordano a mero titolo d'esempio, quella sulle c.d. "case gialle", quella su Agripolis), nonché le numerosissime contestazioni provenienti da spontanei comitati di cittadini stufi di un certo modo di governare la cosa pubblica locale. Si aggiungono poi le vicende relative al conflitto di interessi dell'assessore all'urbanistica Schippa. Insomma Macciantelli deve sfatare l'immagine disastrosa di questi anni e perciò occorre apparire ora più che mai a fianco dei big del suo partito.
Intanto a San Lazzaro vengono bruciate auto, le strade sono un colabrodo, vengono destinati fondi pubblici ai campi nomadi, solo per dirne qualcuna. A Casal di Principe, pare abbia detto qualcuno, non si sarebbero mai viste tutte queste cose insieme.
Un nuovo primato per San Lazzaro: i cittadini ringraziano.
mercoledì 5 settembre 2012
CONSIGLIERI REGIONALI PAGAVANO PER SPAZI TV, INDAGA LA GUARDIA DI FINANZA
Regione Emilia Romagna, blitz della Guardia di Finanza: si indaga sulle interviste a pagamento dei consiglieri
di Deborah DiraniCronologia articolo4 settembre 2012
Il palazzo della Regione Emilia Romagna. Foto Ansa La Guardia di Finanza è entrata nella sede della Regione Emilia Romagna ( e a quanto si apprende anche in quella di alcune tv locali) per acquisire materiale sulle interviste a pagamento che alcuni consiglieri (da quelli del Movimento 5 Stelle ai colleghi del Pd) hanno fatto nelle emittenti televisive locali del territorio. Le fiamme gialle sono arrivate in viale Aldo Moro alle 9 di questa mattina su mandato della Procura di Bologna che ha aperto un'indagine conoscitiva affidandone la conduzione al Pm Antonella Scandellari. A latere anche l'ordine dei giornalisti e il Corecom (l'autorità competente in materia) hanno aperto altrettante inchieste.
Con il passare delle ore emergono nuovi dettagli sul blitz condotto dai militari che hanno agito per conto non solo della Procura ordinaria, ma anche di quella della Corte dei Conti regionale. «Ci hanno chiesto la documentazione relativa al tema delle interviste televisive – ha spiegato il presidente dell'Assemblea Legislativa Matteo Richetti – A mano a mano che ci fanno le richieste consegniamo il materiale».
La vicenda che ha portato all'arrivo dei finanzieri nella sede dell'amministrazione regionale è iniziata a metà dello scorso mese di agosto quando un quotidiano locale ha pubblicato la notizia che i consiglieri pagavano per avere degli spazi propri, nei quali esporre la propria opinione (senza contradditorio) in merito a particolari temi. La pratica, trasversalissima, coinvolgeva praticamente tutti i gruppi consigliari: Pd, Pdl, Udc, Lega Nord e Movimento 5 Stelle. Il numero uno di quest'ultimo gruppo, Giovanni Favia, ha immediatamente precisato che l'acquisto di spazi televisivi, che per la cronaca non erano segnalati dalle emittenti come a pagamento, aveva la funzione di garantirsi quello spazio che diversamente non avrebbe avuto. La vicenda, nel caso particolare dei grillini, ha fatto esplodere l'ennesima bomba all'interno del Movimento, ma questa è storia arzigogolatissima che va ben oltre la questione delle tv locali e che comunque contribuisce ad aggiungere mine al già minato equilibrio dei 5 Stelle.
Tornando nelle stanze della Regione visitate dai finanzieri il fascicolo conoscitivo che la Procura ordinaria ha aperto vuole fare chiarezza circa la liceità della pratica di pagare, con soldi del gruppo consiliare (che insomma sarebbero anche soldi pubblici), per apparire in video. Se si considera poi che le emittenti locali non specificavano mai che la trasmissione in questione era a pagamento (di prassi lo si fa con un messaggio scritto in una angolo del video) si capisce che la questione sembra essere destinata a sollevare ancora molta polvere. Le fatture delle ospitate ci sono, ora si tratta di distribuire (se verranno accertate) le colpe. Intanto il Pd ha già intimato a un suo consigliere regionale, Thomas Casadei, di restituire di tasca sua i soldi del gruppo che ha speso in questa, ormai deprecabile, pratica.
Dal sito dell'Ansa:
Consiglieri E-R pagano interviste, Gdf in Regione
Acquisite carte anche in emittenti. Si indaga per peculato
E il pm Scandellari, lo stesso che ha condotto le indagini su Terremerse fino alla richiesta di giudizio per il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, sta portando avanti "doverosi accertamenti, coordinati direttamente dal procuratore capo Roberto Alfonso", ha detto il procuratore aggiunto e portavoce della procura Valter Giovannini. Una delle domande che ispira le indagini, non più conoscitive, è se l'utilizzo di soldi pubblici per interventi personali e non direttamente riconducibili all'attività del gruppo consigliare, risponda o meno a una destinazione di scopo, presupposto per cui la Regione stanzia i fondi.
Si apprende dunque che il fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Bologna, per ora contro ignoti, non sarebbe più "conoscitivo", ma conterrebbe la prima ipotesi di reato: peculato. I consiglieri regionali in questione, protagonisti di quella pratica che il sito del Sole 24 Ore non esita a definire deprecabile, sono Thomas Casadei (PD), Silvia Noè (UDC), Manes Bernardini (Lega Nord), Giovanni Favia (Movimento 5 Stelle Beppe Grillo), Galeazzo Bignami (PDL), quest'ultimo già impegnato a San Lazzaro nel sostenere il consigliere indipendente nel PDL e già rinviato a giudizio per illeciti edilizi e urbanistici, Aldo Noacco.
martedì 14 agosto 2012
QUANDO BIGNAMI DIFENDEVA (E DIFENDE) IL RINVIATO A GIUDIZIO NOACCO
Ma anche il pidiellino Galeazzo Bignami di coraggio ne ha da vendere. Già protagonista di una battaglia per il "rinnovamento" nel suo partito, il Pdl (appoggiato in questo da La Russa e Berselli, che insieme fanno circa 140 anni di età anagrafica e quasi politica), di cui si è proclamato "formattatore" (anche se beccato qualche tempo fa senza biglietto sull'autobus, ma tant'è, forse voleva formattare pure il sistema del trasporto pubblico locale rendendolo gratuito), il prode Galeazzo, in occasione della seduta in consiglio regionale dedicata alla vicenda giudiziaria che vede sul Presidente Errani pendere una richiesta di rinvio a giudizio per falso da parte della procura di Bologna, ha dichiarato: "Errani se rinviato a giudizio si deve dimettere".
Evviva la chiarezza, verrebbe da dire. Peccato però che, per quanti come noi da anni seguano con attenzione le vicende sanlazzaresi, la stessa chiarezza il prode formattatore non l'abbia avuta per un'analoga questione, anzi se vogliamo ancora più grave. Ci si riferisce alla questione di Aldo Noacco, rinviato a giudizio per pesanti illeciti di natura edilizia e urbanistica in qualità di direttore dei lavori del cantiere Cipea su via Galletta. In tutta questa vicenda il giovin moralizzatore pidiellino ha sempre detto che Noacco non si deve dimettere, e non ha cambiato idea allorché si è saputo che il Noacco è stato rinviato a giudizio. Va bene che il Noacco è del gruppo consiliare Pdl ed è sempre stato appoggiato da Omer Maurizzi, grande elettore di Bignami. Va bene che Maurizzi aveva financo convocato assieme a Noacco una conferenza stampa per dire che gli organi direttivi del Pdl avrebbero dovuto chiedere scusa a Noacco perché avevano detto che si sarebbe dovuto dimettere quantomeno da Vicepresidente della commissione urbanistica, carica che tuttora ricopre (Bignami taceva, forse impegnato a occupare spazi in tv). Ma a tutto c'è un limite. E a chi scrive, semplici cittadini schifati da tutta questa politica, pare che il prode Galeazzo, col suo garantismo peloso e a corrente alternata, lo abbia da tempo valicato. Ci auguriamo di sbagliarci e magari nei prossimi giorni leggeremo che Bignami ha dichiarato che Noacco, in quanto già rinviato a giudizio (non come Errani, che attende di sapere se lo sarà o meno), si debba dimettere seduta stante da tutti gli incarichi e tornare a fare il semplice architetto. Così magari potrà lavorare senza problemi per tutte le Amministrazioni locali targate PD che desidera, senza pretendere di fare anche "opposizione" in consiglio comunale. E che opposizione.
Qui la fattura allegata da Bignami: 1.500 euro per 5 interviste a 7 Gold
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/08/14/foto/la_ricevuta-40908226/1/
lunedì 6 agosto 2012
LE MANI SULLA CITTA'
Ebbene, spostandosi a San Lazzaro di Savena, si nota che le cose non cambiano più tanto, ma una differenza anzitutto c'è: il referendum proposto dalla lista Noi Cittadini per impedire uno sfrenato e inutile consumo di territorio, qui è stato bocciato. Non solo: qui ha sempre costantemente governato la sinistra. Con l'appoggio più o meno esplicito di alcuni esponenti dell'opposizione, che ne hanno costituito un vero e proprio puntello. Uno di questi è attualmente rinviato a giudizio per pesanti illeciti urbanistici: di questa vicenda hanno dato ampio conto il sito affaritaliani.it. e il periodico locale Vivere a San Lazzaro.
Il personaggio in questione, architetto, è tuttora vicepresidente della commissione urbanistica, carica dalla quale non ha pensato nemmeno un secondo di lasciare, se non per opportunità politica, quantomeno per decenza. Il PD, partito che ha in passato goduto dell'atteggiamento morbido che l'architetto rinviato a giudizio ha tenuto in qualità di consigliere comunale, ecco, il PD non ha aperto bocca su tutta la vicenda. Dire che sia imbarazzato pare troppo, in quanto lo stesso PD ha tra i suoi principali esponenti nella giunta, l'assessore all'urbanistica, un altro tecnico che, come documentato dal periodico Vivere a San Lazzaro, sarebbe a libro paga (parole del direttore di Vivere a San Lazzaro) di imprese che costruiscono proprio a San Lazzaro. Ecco perché nessuno dice nulla di nessuno.
L'esponente di opposizione più conosciuto in loco, già candidato sindaco per ben due volte per Forza Italia, si è sempre caratterizzato per la strenua difesa del vicepresidente della commissione urbanistica, da lui sempre tutelato al momento della formazione delle liste elettorali. Questa tutela è stata da qualcuno addentro ai corridoi del palazzo, interpretata come dovuta al fatto che lo stesso ex candidato sindaco di FI ha anch'egli avuto a che fare con costruzioni di palazzine, su terreni dove gli ex proprietari non avrebbero, sempre secondo i detti rumors, mai avuto licenza di costruire. Arriva il nuovo proprietario lanciatosi in politica nella c.d. opposizione, e tac, eccoti le palazzine. Ed eccoti un'opposizione sempre piuttosto morbida, secondo alcuni attenti osservatori: delibere edilizie col voto dell'ex gruppo consiliare di Forza Italia, sempre favorevoli alla maggioranza targata PDS-DS-PD. Assenze "strane". Astensioni altrettanto curiose.
Col nuovo gruppo PDL e la candidata a sindaco Viviana Raisi, sorella del noto parlamentare finiano Enzo, le cose non cambiano più di tanto. La Raisi accetta la presenza in lista dei soggetti di cui sopra, il fratello parlamentare, all'epoca candidato a presidente della provincia, non dice beo. Qualche tempo dopo però, quest'ultimo cambia casacca e passa con Fini dopo la fuoriuscita di questo dal PDL e si scopre difensore della legalità. Presenta interpellanze anche molto pesanti, tutte riportate in questo sito. Ma ormai il danno è fatto.
Da ultimo, l'uscita dal gruppo PDL della Raisi assieme a quattro suoi colleghi, motivata col presunto inciucio tra alcuni esponenti del PDL (gli stessi di sempre) e la maggioranza nell'elezione del revisore dei conti del Comune in quota di minoranza. Una motivazione che appare più che altro un pretesto. Anni e anni di scempi urbanistici, indagini della magistratura, vicende inquietanti come quella delle "case gialle" non hanno smosso i "quattro moschettieri", e invece l'elezione di un revisore sì? Che strano.
Nota di colore: il paladino dei due esponenti di cui sopra, il vicepresidente della commissione urbanistica rinviato a giudizio per illeciti urbanistici, e l'ex candidato sindaco di FI, è il consigliere regionale Galeazzo Bignami, propostosi all'attenzione dei media come "formattatore-rottamatore" dei vecchi politici. Ah, ecco, ora è tutto chiaro.
PS. Il partito che ha fatto della legalità la sua bandiera, la sua stessa ragione di vita, almeno a detta dei suoi dirigenti, ossia l'Italia dei Valori di Tonino Di Pietro, che sostiene la giunta guidata da Marco Macciantelli e quindi anche l'assessore "a libro paga" di chi costruisce a San Lazzaro, per usare le parole del direttore del periodico Vivere a San Lazzaro, che posizione ha assunto dinanzi a tutte queste vicende? Semplice: silenzio totale. Evidentemente l'assessore Merrone, in quota IDV, forte delle 5 (cinque) preferenze prese alle elezioni amministrative del 2009, preferisce non turbare le proprie schiere di elettori. Nel frattempo nel partito di Tonino sono tutti in apprensione per le denunce presentate dall'avv. Domenico Morace, ex tesoriere del partito, che nei mesi scorsi al sito affaritaliani.it ha raccontato cose che sembrerebbero completamente incompatibili con un partito che appunto ha fatto della legalità la propria ragion d'essere. Si sa, sono tempi difficili per tutti.
lunedì 30 luglio 2012
UNIPOL, UNI LAND E GLI INVESTIMENTI DI MEZZINI A SAN LAZZARO
Maxinchiesta Uni Land
Indagato il presidente di Unipol

Bologna - Le accuse non sono leggere. Una società si sviluppo immobiliare presieduta da Alberto Mezzini sarebbe stata costruita su un castello di carta. La società raggirava i mercati e i risparmiatori e a un certo punto della sua evoluzione avrebbe vissuto su truffe, perizie pompare e gonfiando i capitali. Nel cda i vertici del mondo cooperativo emiliano e anche il presidente di Unipol Pierluigi Stefanini oltre ad altre 25 persone che sono state raggiunte dall’avviso di conclusione indagini inviato alcune settimane fa dalla Procura di Bologna. Stefanini è indagato per il ruolo che secondo gli inquirenti svolse dal febbraio al novembre 2006, nel cda. L’avviso di conclusione delle indagini è un atto che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio. Uni Land è al centro della maxi-inchiesta del pm Antonella Scandellari e della Guardia di finanza.
L’inchiesta sulla società immobiliare Uni Land di Monghidoro (Bologna) è esplosa nei primi mesi del 2011. Alberto Mezzini, ideatore dell'azienda ma anche presunto realizzatore delle operazioni fraudolente è un personaggio molto in vista nel mondo elle cooperative emiliane. Da quando però sono stati rilevati gli accertamenti circa il 70% delle azioni della società sono passati nelle mani di un custode nominato dai giudici per impedire raggiri e manipolazioni ulteriori a danno dei risparmiatori. Nelle indagini finirono coinvolti, per i loro ruoli di membri dei cda di società collegate, anche altri esponenti di punta del mondo cooperativo: Paolo Bedeschi, presidente del consiglio di sorveglianza di Coop Reno; Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica. La Procura ha però stralciato il filone d’inchiesta sul falso in bilancio. Bedeschi, fu nel cda e anche vicepresidente di Uni Land, ha ricevuto l’avviso di fine indagine per il reato di false comunicazioni sociali. Turrini, inizialmente accusato di false comunicazioni sociali, non ha invece ricevuto l'avviso e non è inserito tra i primi 26. Ma si è in attesa del secondo filone dell'inchiesta che potrebbe rivelare altre sorprese.
Per l’accusa Stefanini di Unipol e altri sette ex membri del cda di Uni Land, sotto la direzione di Mezzini, avrebbero aumentato “fittiziamente il capitale sociale di Uni Land mediante la sopravvalutazione del valore della partecipazione in Cem Spa nel conferimento del 28 febbraio 2006 in Uni Land”. Secondo la Finanza fu proprio quel giorno che Stefanini sarebbe entrato nel cda di Uniland. La formazione fittizia del capitale avviene con 5 operazioni fotocopia, per il valori di 108, 17, 20, 24 e 26 milioni. Tutti aumenti fittizi realizzati “mediante l’attribuzione gratuita di una nuova azione ogni dieci possedute”.
Stefanini si è dichiarato estraneo ai fatti. Secondo i suoi legali non avrebbe partecipato alle riunioni in cui sono state fatte le operazioni sotto inchiesta e poco dopo sarebbe addirittura uscito dall'azienda.
Intanto il sindacato dei 500 azionisti di minoranza sono preoccupati che l'azienda fallisca. Reagiscono in vista dell’approvazione dei bilanci 2010 e 2011, riunioni che si terranno nei prossimi giorni nella cittadina di San Lazzaro di Savena alle porte di Bologna, proprio dove la società ha fatto molti investimenti. Un’approvazione tutt’altro che scontata visto che il 70% delle azioni sono state sequestrate dal gip Bruno Perla e affidate al custode giudiziario Giovanni Errico.
Qualche amministratore sanlazzarese, già all'epoca dell'arresto di Mezzini, si era precipitato a negare che lo stesso avesse effettuato investimenti nella città di San Lazzaro. Chissà se ora gli si sarà rinfrescata la memoria. Sarebbe come negare che l'architetto Noacco, già direttore dei lavori del cantiere Cipea in via Galletta, non sia stato rinviato a giudizio, come qualche cittadino dice di aver sentito dire dallo stesso rinviato a giudizio. Ma si sa, il caldo fa brutti scherzi.
venerdì 27 luglio 2012
ENZO RAISI ATTACCA ANCORA BIGNAMI: "INCIUCIA COL PD"
Raisi dimentica poi che Bignami, stando a quando riportato nei giorni scorsi da affaritaliani.it, avrebbe concordato col sindaco di Bologna Merola la candidatura, poi fallita, di Felice Caracciolo, a revisore dei conti del Comune di Bologna. Quel Caracciolo che fu candidato proprio dal partito di Raisi (FLI) a consigliere comunale alle elezioni amministrative a Bologna, solamente un anno fa (qualcuno direbbe: il più pulito ha la rogna):Avete notato il silenzio imbarazzante del Pdl bolognese e regionale sul rinvio a giudizio del governatore Errani.....tutti anticomunisti, duri e puri a parole e poi zitti zitti quando il loro più importante avversario viene rinviato a giudizio, per chi conosce la procura di Bologna, sa bene che sa di miracolo.......ma quanti scheletri nell'armadio avete???? Bignami addirittura con la sua " solita classe " tira in ballo formigoni e un suo collega di partito per dire che non può parlare a causa loro: ah ah spiritoso. Spiega invece i tuoi inciuci con il Pd a San Lazzaro su urbanistica e revisore dei conti e di la verità che ti tengono per le palle....io sono un garantista ma lo sono sempre non a fase alterna...
http://www.futuroelibertabologna.it/2011/04/17/i-candidati-di-fli-alle-amministrative-bolognesi/
martedì 17 luglio 2012
BIGNAMI DIFENDE MAURIZZI E NOACCO E ATTACCA I "ROTTAMATORI"
Già, perché da alcuni giorni la "opposizione" a San Lazzaro, rappresentata almeno nominalmente dal Pdl, è al centro di polemiche infuocate, annunci di uscita dal gruppo consiliare, repliche e controrepliche al veleno. Tralasciando poi l'inchiesta giudiziaria (cfr. sempre il sito affaritaliani.it) che ha visto tra gli altri, l'architetto Aldo Noacco rinviato a giudizio per pesanti illeciti di natura edilizia e urbanistica, e riferiti all'epoca in cui questi era Direttore dei lavori del cantiere CIPEA di via Galletta, sorto per la costruzione di 40 villette in edilizia convenzionata, il business vero e proprio del territorio sanlazzarese da molto tempo, business che vede coinvolto in strascichi giudiziari anche lo stesso sindaco Macciantelli (denunciato, stando sempre ad affaritaliani.it, per violenza privata e diffamazione), e numerose interpellanze parlamentari presentate dall'On. Enzo Raisi (ex Pdl e ora FLI), queste ultime tutte riportate nelle precedenti pagine di questo blog.
L'uscita dal gruppo consiliare PDL di San Lazzaro di quattro consiglieri capitanati da Viviana Raisi, sorella del più noto e già menzionato Enzo, ha provocato reazioni stizzite da parte di Omer Maurizzi e dell'architetto rinviato a giudizio Aldo Noacco, nonché - notizia del Carlino del 17 luglio 2012 - del consigliere regionale Galeazzo Bignami, da sempre padrino politico di questi ultimi due.
Bignami annuncia di aver avviato le procedure di espulsione nei confronti di tre dei quattro consiglieri fuoriusciti dal gruppo (ad esclusione di Bagni, non iscritto al Pdl), poiché la loro condotta sarebbe incompatibile con quella del partito.
Posto che qui non interessa entrare nelle vicende squisitamente politiche che lasciano il tempo che trovano, e posto che questo blog ha sempre avuto una posizione neutrale e anche critica, quando è stato necessario, della stessa Raisi, riconoscendone anche i meriti, al semplice cittadino viene da chiedersi: qual è il Pdl cui Bignami si riferisce? Il Pdl nazionale, regionale, bolognese o sanlazzarese? Perché se è vero che il Pdl in alcune questioni ha assunto posizioni chiare e alternative alla sinistra, in altri casi questo non pare sia avvenuto. Basterebbe citare proprio la vicenda cui la stampa e la rete hanno dato conto, della (per fortuna) mancata nomina di Felice Caracciolo a revisore dei conti per la minoranza, al Comune di Bologna, nomina che sarebbe stata in realtà concordata tra il sindaco Merola e lo stesso Bignami. Quello stesso Bignami che ora sbraita e si straccia le vesti per quattro consiglieri comunali che escono dal gruppo sanlazzarese.
Su una cosa si può dare ragione in pieno al consigliere Bignami: quando egli dice che la linea dei quattro fuoriusciti sarebbe "incompatibile con la loro permanenza nel Pdl", dice il vero. Già, perché il Pdl sanlazzarese, con qualche eccezione che qui è stata sempre riconosciuta, era ormai noto come "soccorso azzurro" (in particolare l'ex gruppo di Forza Italia di cui Omer Maurizzi è stato per anni capogruppo nonché candidato sindaco), un soccorso che correva in aiuto del vincitore (la maggioranza targata PDS-DS-PD coi suoi cespugli annessi, IdV e Sel) ogni qualvolta il sindaco di turno (in particolare quello in carica) avesse problemi al suo interno. In effetti un consigliere che volesse discostarsi da questa linea di soccorso "al rosso" (come Bignami chiama ancora gli ex comunisti nelle sue arringhe pubbliche), si ritroverebbe ad assumere inevitabilmente una linea incompatibile con quella da sempre assunta dagli esponenti più rappresentativi del partito.
Come detto, non si vuol qui prender posizione sulle beghe politiche interne tra "scissionisti" e fedelissimi (alla linea del Sindaco?), anche perché i quattro paiono più proiettati verso un progetto di lista finto-civica che non si sa quanto bene possa fare al territorio.
Ma è strano che le critiche feroci di incompatibilità vengano proprio da un consigliere regionale che proprio due giorni fa rilasciava dichiarazioni a Repubblica (non al Secolo d'Italia) dicendo che per lui Berlusconi è già vecchio e che quindi non lo rivoterebbe. Insomma: annuncio di fuoriuscire da una linea di sostegno a Berlusconi, e al contempo annuncio di perseguire dei fuoriusciti dal Pdl? Qualcosa non quadra. La linea chi la detta? I consiglieri fedelissimi di San Lazzaro, tra cui il rinviato a giudizio arch. Noacco?